Cronaca

Viaggiava con pistola clandestina e pettorine della finanza: sorveglianza speciale al capo ultrà

La decisione del Tribunale: per due anni e mezzo l'uomo non potrà andare allo stadio

Sorveglianza speciale per due anni e mezzo per Vittorio Boiocchi, capo ultras dell'Inter, 69 anni, attualmente ai domiciliari: è quanto hanno stabilito i giudici della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano. Secondo gli inquirenti, Boiocchi ha mostrato di non essersi "allontanato da ambienti criminali" e si è nuovamente reso autore "di condotte pregiudizievoli e pericolose" per la "sicurezza pubblica". 

A marzo del 2021 Boiocchi era stato sorpreso su un'auto rubata insieme a Paolo Cambedda, un altro pregiudicato. Nell'auto, i poliziotti della squadra mobile meneghina avevano rinvenuto una pistola senza matricola con sette cartucce, uno storditore elettrico, un grosso coltello, due paia di manette e una pettorina della Guardia di finanza. Boiocchi, da quando aveva poco più di vent'anni, ha "collezionato" dieci condanne definitive per vari reati tra cui traffico di droga, rapina, detenzione di armi, sequestro di persona e furto, per un totale di più di ventisei anni in carcere. Ha avuto legami con la cosca mafiosa dei Mannino e con la cosiddetta mafia del Brenta.

Nel mese di marzo del 2020, in pieno lockdown da covid, aveva partecipato a due manifestazioni non autorizzate di ultras interisti. Tra le misure di sorveglianza speciale per Boiocchi, quella di non frequentare pregiudicati e rientrare in casa entro le 22, ma anche il divieto di entrare allo stadio di San Siro durante le partite, sia per spezzare il suo legame con la tifoseria interista, sia anche per "preservare" gli ultras che non presentano "caratteristiche criminali" come quelle dello storico capo della Curva Nord.

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