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"Tags" sui muri

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"Scarabocchi senza velleità artistica": la condanna ai writers

Le motivazioni della sentenza con cui, per la prima volta in Italia, due "writers" sono stati condannati anche per associazione a delinquere

"Firme senza nessuna velleità artistica, scarabocchi finalizzati solo a far conoscere il nome del 'writer' e ad occupare il territorio": lo si legge nelle motivazioni della sentenza con cui il gup di Milano Alessandra Clemente ha condannato due giovani 'writers' a sei mesi di reclusione con l'accusa di associazione a delinquere, per la prima volta in Italia.

La condanna era arrivata il 27 settembre nei confronti di due giovani ventenni. Che si erano impegnati a 400 ore a testa di lavori socialmente utili in centri per anziani, mentre per altri due soggetti se ne occuperà il tribunale dei minori, giacché è molto probabile che fossero appunto minorenni all'epoca dei fatti.

Il giudice, nelle motivazioni, riconosce la componente di "espressività artistica" e d'altra parte il tratto di "auto-affermazione attraverso la non accettazione delle regole". Per poi notare che "è scomparsa l'etica che lasciava intatti i monumenti, le zone artistiche e i disegni degli altri 'writers'", fino al risultato che ciò che si vede sui muri della città è in gran parte "scarabocchi". In particolare 'Arvey' e 'Zed', con cui si firmavano i due condannati, "non esprimevano una benché minima vena artistica".

Del loro operato resta quindi soltanto "un serio danno per la società e i cittadini che si trovano costretti a far ridipingere continuamente le aree imbrattate". E infine l'associazione a delinquere è motivata dal fatto che non agivano in modo isolati ma nel quadro della crew 'Asd' (Associazione stronzi dementi), "un gruppo di persone" legate da interessi "illeciti", ovverosia deturpare la città, tra loro in comunicazione costante anche attraverso i social network.

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