L'ultima messa di Scola da vescovo di Milano: «Milano, città d'accoglienza»

La celebrazione venerdì 8 settembre. L'ingresso solenne di Mario Delpini, il suo successore, è previsto per domenica 24

Il cardinale Angelo Scola celebra l'ultima messa in Duomo (foto Andrea Cherchi)

Seimila persone in Duomo per salutare il cardinale Angelo Scola, venerdì 8 settembre, per la sua ultima omelia da arcivescovo di Milano. La ricorrenza è quella di Maria Nascente, a cui la cattedrale milanese è intitolata. In cattedrale mille sacerdoti, venti vescovi e i rappresentanti delle istituzioni. 

Inevitabile un bilancio degli anni milanesi, cominciati nel 2011: Scola ha ricordato la caratteristica di accoglienza della città, nonostante «comprensibili sacche di paura», che ha sviluppato «il gusto del paragone e del confronto tra quanti praticano diverse visioni del mondo». Ma ha aggiunto che «non basta» per la rinascita. Specificatamente sulla chiesa, il vescovo uscente ha sottolineato che «è ancora una chiesa di popolo, nelle sue radici. Non è più un albero rigoglioso di foglie e di frutti, tuttavia le sue radici sono ben vive. E finché queste sono vitali, l'albero può tornare fiorito».

Scola ha ringraziato tutti i milanesi, dai consacrati agli «ammalati, poveri ed esclusi», e - come nella prima omelia da vescovo di Milano disse «ho bisogno di voi» - ha chiesto ora «di sostenermi nella preghiera e nell'affetto». E - per il futuro - Scola ha tracciato un percorso: «Non sempre sappiamo vedere l'enorme potenziale di speranza e di costruzione di vita buona, cioè bella vera e giusta», contenuta nell'atto di ricordarsi che «Dio è con noi». Dunque, far crescere l'amicizia civica, costruire vita buona, uscire «nel grande campo che è il mondo», dare «un'anima alla metropoli».

E infine l'abbraccio a tutti: «Lo sento provenire dal mio cuore, l'abbraccio di un vescovo è benedizione». Dopo un lungo applauso gli interventi di monsignor Erminio De Scalzi (vescovo ausiliare) e Valentina Soncini (segretaria del consiglio pastorale diocesano). La messa si è conclusa con la benedizione papale (con indulgenza plenaria) e il saluto dell'ormai ex vescovo ambrosiano ai presenti, lungo le navate della cattedrale.

La presa di possesso del nuovo vescovo Mario Delpini

Da domenica 10 settembre, a messa, verrà ricordato «il nostro vescovo Mario» nella diocesi ambrosiana. Mario Delpini, il nuovo arcivescovo di Milano, ha preso possesso canonico della diocesi attraverso la "Celebrazione dell'Ora terza", sabato mattina in Duomo, per procura attraverso monsignor Erminio De Scalzi. La presa per procura rende possibile preparare in modo completo l'ingresso solenne previsto per il 24 settembre.

Delpini ha partecipato, dall'Altare maggiore, alla messa di venerdì 8 settembre del cardinale Angelo Scola. Da sabato 9 settembre, Scola è arcivescovo emerito e Delpini è ufficialmente arcivescovo di Milano. 

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Domenica 24 settembre, dunque, il tradizionale "ingresso" a Milano di Mario Delpini con la tappa a Sant'Eustorgio (il più antico luogo di culto cristiano di Milano) alle quattro di pomeriggio e l'arrivo in cattedrale un'ora più tardi. Per i fedeli, l'ingresso in Duomo sarà consentito a partire dalle tre e mezza di pomeriggio.

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