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Sabato, 13 Aprile 2024
Cultura

L'archivio di Scerbanenco è diventato di proprietà della Statale

L'archivio del papà del genere poliziesco italiano sarà studiato e analizzato dai ricercatori della Statale

È stato acquisito dall'Università Statale l'archivio del padre del genere poliziesco italiano, Giorgio Scerbanenco. Il materiale sarà inventariato e poi messo a disposizione di studiose e studiosi. Si tratta di una eccezionale acquisizione, che consentirà non solo di conoscere in maniera approfondita l’autore, attraverso lo studio di numerosi scritti inediti, di materiale relativo ai romanzi pubblicati e della prolifica corrispondenza con editori e personaggi pubblici dell’epoca, ma anche di comprendere meglio l’affermarsi in Italia del genere poliziesco.

L’archivio Giorgio Scerbanenco, arrivato ad Apice per volontà dall’erede, Alberto Scerbanenco, conserva una documentazione che copre un arco cronologico molto ampio, che va dalle origini familiari (metà dell’Ottocento) fino alla morte dello stesso autore, avvenuta nel 1969. Si tratta di 46 faldoni che riuniscono una tipologia eterogenea di materiali: poesie inedite, romanzi editi e inediti (in forma manoscritta e dattiloscritta, a volte veline), commedie radiofoniche, soggetti cinematografici, scritti autobiografici, corrispondenze personali, compensi editoriali, racconti apparsi su rivista firmati con il nome vero o con pseudonimo, un dossier federale svizzero relativo al periodo dell’espatrio, certificazioni ufficiali (nascita, cittadinanza, matrimonio, morte), fotografie, ritagli di riviste contenenti novelle, appendici e raccolte di recensioni. Particolarmente importanti sono poi i carteggi editoriali, che danno conto del fitto lavoro di Giorgio Scerbanenco nell’industria culturale milanese, sia per le testate giornalistiche, sia per gli editori Rizzoli, Mondadori, Garzanti e Bompiani.

“Questa nuova acquisizione da parte del centro Apice della Statale di Milano – commenta il rettore Elio Franzini – rappresenta un’ulteriore testimonianza della missione di Apice non solo di conservazione e valorizzazione di fondi bibliografici e archivistici che si intrecciano con la storia del ‘900 e con la sua produzione editoriale, ma anche di conoscenza e divulgazione di generi letterari, come il poliziesco, la cui genesi e i cui autori meritano un posto di assoluta rilevanza nel panorama culturale italiano”.

“Si tratta di un’acquisizione molto importante: l’archivio di un autore che ha portato al centro della sua narrazione Milano negli anni del boom economico, e che mostra un interessante percorso professionale in cui giornalismo e scrittura letteraria si integrano perfettamente - commenta Lodovica Braida, presidente del centro Apice -. Inoltre, la sua collaborazione con editori come Mondadori, Bompiani, Rizzoli e Garzanti offre una testimonianza significativa della vivacità del tessuto culturale della capitale dell’editoria italiana del Novecento”.

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