Cultura

Cenacolo e Brera, stop all'accorpamento: Franceschini cancella i decreti di Bonisoli

Discontinuità immediata al Ministero dei Beni Culturali: salva l'autonomia gestionale dei Musei milanesi (e italiani)

Riguarda Milano uno dei primi segni di discontinuità tra il governo Conte e il governo Conte-bis. Il nuovo ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini (Partito Democratico) ha ritirato i decreti attuativi che accorpavano tra l'altro il Cenacolo di Leonardo e la Pinacoteca di Brera. Una mossa, quella di Franceschini, del tutto prevedibile, visto che i decreti in questione, varati dal predecessore pentastellato Alberto Bonisoli, andavano ad attaccare pesantemente quella che era stata la "sua" riforma, quando Franceschini era stato ministro nello stesso Dicastero.

Una "restaurazione", quindi, che viene salutata dagli esperti come un toccasana rispetto alla scelta di Bonisoli di minare alle fondamenta l'autonomia dei musei (accorpamento, azzeramento dei consigli d'amministrazione e controllo di nuovo al Ministero). Franceschini ha voluto però minimizzare il segnale politico, affermando che si è trattato di una misura "cautelativa", visto che i decreti erano stati varati ad agosto, a crisi di governo già avviata. Non sfugge, però, che l'ex ministro ora di nuovo ministro non fosse affatto d'accordo con gli accorpamenti.

La riforma di Bonisoli non prevedeva soltanto l'accorpamento dei musei ma anche la creazione di dieci direzioni territoriali delle reti museali. La Lombardia sarebbe finita con il Veneto e questa direzione avrebbe gestito, in modo accentrato, una trentina di sedi museali. Penalizzate anche diverse Regioni che nel 2018 avevano premiato parecchio il Movimento 5 Stelle, una tra tutte la Basilicata con il paradosso di Matera capitale europea della cultura proprio nell'anno in cui le veniva "scippato" il polo museale regionale. 

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