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Venerdì, 27 Maggio 2022
Cultura Duomo / Piazza del Duomo

Apre la mostra sul Caravaggio "milanese": "Faremo una Fondazione per studiarlo"

3 milioni e mezzo di investimento per l'esibizione che terminerà il 28 gennaio 2018; 20 opere di inestimabile valore, con i video ad accompagnare i visitatori che ne spiegano curiosità, particolarità e segreti

Una Fondazione dedicata agli studi su Caravaggio. A Milano. E' l'annuncio e l'auspicio dell'assessore comunale alla Cultura Filippo Del Corno dato giovedì mattina, a Palazzo Reale, per la presentazione di "Dentro Caravaggio" (video: le immagini in anteprima), in programma dal 29 settembre 2017 al 28 gennaio del prossimo anno. Tutto questo per dare seguito al grande lavoro diagnostico e storiografico che è stato fatto sull'artista lombardo, il quale ha ancora tanti punti da dipanare e da schiudere.

La mostra: orari e informazioni biglietti

Una mostra di immensa importanza, è stato detto, la terza volta di Michelangelo Merisi a Palazzo Reale in 67 anni e per la prima volta completamente "milanese" (negli anni Cinquanta era considerato 'bergamasco'). Sono recenti, infatti, gli studi che confermano la sua nascita a Milano, proprio il 29 settembre del 1571, e l'infanzia in una zona del centro. 20 sono i quadri del grande maestro lombardo presenti, non 18 come inizialmente previsti. L'investimento per l'esibizione, ha sottolineato Massimo Vitta Zelman (presidente di MondoMostre Skira, l'ente organizzatore), è stato di circa 3 milioni e mezzo di euro. A oggi sono già 61mila tra singoli visitatori, gruppi e scolaresche coloro che hanno prenotato una visita a Palazzo Reale per il Merisi. "Non vi è pittore più lombardo di Caravaggio - ha aggiunto il sindaco di Milano Beppe Sala -. La sua capacità di interpretare in modo dinamico e rivoluzionario la tradizione sorprende e incanta e la sua energia continua a colpire i nostri sensi in modo ineguagliabile". "Si scoprono sempre una novità, un insegnamento, una suggestione ulteriore. "Dentro Caravaggio" va oltre il già visto, con 20 capolavori riuniti per la prima volta affiancati alle rispettive indagini diagnostiche che consentiranno letteralmente di scoprire "cosa c'è sotto", con le varie versioni e le modifiche", conclude Sala. 

Mostra Caravaggio a Milano (foto Rovellini/MilanoToday)

Non è mancato il sostegno finanziario di Intesa San Paolo (presente con il presidente emerito Giovanni Bazoli) e del gruppo Bracco, in forze con Diana Bracco, ad dell'azienda farmaceutica. La stessa Bracco ha annunciato che l'intento di "Dentro Caravaggio" è quello di essere una vera e propria opportunità per tutti, anche per chi, per varie ragioni, solitamente viene lasciato ai margini; verranno offerti così dei biglietti a molti ragazzi dei quartieri periferici milanesi e di famiglie disagiate. 

La mostra: un viaggio nell'arte e nel vissuto di Michelangelo Merisi

20 opere, quindi, tra le più importanti e significative di Caravaggio, provenienti da prestigiosi musei italiani e internazionali. Un intenso lavoro diplomatico e finanziario è stato portato avanti negli scorsi mesi per averle. Un unicum non ripetibile, un progetto espositivo tra i più completi di sempre sul Merisi. I quadri sono accompagnati dalle analisi diagnostiche multimediali, ovvero video che, in modo semplice ma rigoroso, svelano le tecniche pittoriche e le modalità esecutive dell'artista milanese. Piccole lenti che mostrano ai visitatori segreti inattesi, ripensamenti, l'uso magistrale della luce e dell'ombra, la materia pittorica. E proprio la centralità di Milano nel vissuto d'infanzia di Caravaggio è stata presa come bussola indicatrice dal team scientifico. Ricorda la curatrice, Rossella Vodret, come il suo forte accento meneghino compaia tra le sue caratteristiche in un verbale di rissa; Caravaggio, purtroppo, spesso coinvolto in baruffe e liti, parlava secondo i testimoni con marcata inflessione milanese. Era povero, estremamente povero in gioventù, e tra i suoi possedimenti vennero segnalati nei documenti ufficiali "2 piatti, 11 tra bicchieti e fiaschi, 2 spade, 3 pugnali, 12 libri, un paio di orecchini e diversi vestiti simili a stracci". Anche l'addio a Milano è materia di enorme interesse per gli storiografi dell'arte: si dice per il coinvolgimento in un omicidio del quale, tuttavia, non vi è alcuna evidenza nei documenti dell'epoca. Dubbi, questi, ha ancora specificato la Vodret, che una Fondazione Studi su Caravaggio potrebbe aiutare a risolvere. 

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