Milano, un cavallo e un asino sul palco della Scala: animalisti in rivolta, accuse al Comune

I due animali saranno sul palco per "La Bohème" di Puccini. Ma gli animalisti non ci stanno

Foto repertorio

Animalisti in rivolta a Milano contro il Comune e contro il teatro alla Scala, che mercoledì sera ospiterà sul palco un cavallo e un asino che prenderanno parte a “La Bohème” di Giacomo Puccini, per l’occasione “riscritta” e sceneggiata da Franco Zeffirelli. 

I due animali, che fanno a tutti gli effetti parte del cast, hanno partecipato a un’intensa settimana di prove e mercoledì sera “reciteranno” insieme ai coristi e agli attori. 

Una scelta, questa, che non ha soddisfatto per nulla il mondo animalista meneghino. “Questa decisione rappresenta una nota stonata che va nella direzione opposta rispetto a quella presa già da tempo dalla città di Milano, che vuole distinguersi per essere all’avanguardia e animal friendly - l’accusa di Oipa, organizzazione internazionale protezione animali -. Il nuovo regolamento comunale in tema di benessere animali, che l’Ufficio tutela animali del Comune ha redatto in collaborazione con le principali associazioni animaliste del capoluogo lombardo e che è in attesa di approvazione, vieterà lo sfruttamento di animali negli spettacoli. Una momentanea arretratezza legislativa permette quindi – Ats e Comune hanno dato il loro benestare - l’inutile e anacronistico coinvolgimento di due animali in un contesto completamente estraneo alle loro caratteristiche etologiche”. 

Ma non è tutto. Perché la stessa Oipa ha chiesto di poter essere presente con alcune guardie zoofile allo spettacolo, ma sembra che l’autorizzazione sia stata negata. “Le guardie zoofile Oipa Milano - denuncia l’organizzazione - hanno richiesto a La Scala di essere presenti per vigilare sullo stato psico fisico degli animali, ma i responsabili del teatro hanno dato risposta negativa”.

Per nulla contenta anche Enpa, l’ente nazionale protezione animali. “Questa storia va avanti da anni e anche se potrebbe essere difficile parlare di maltrattamento non lo è davvero parlare di inciviltà - le parole del presidente Ermanno Giudici -. Non esiste portare avanti e indietro animali per esibirli su un palco, non esiste che il Comune di Milano gli dia il permesso, con buona pace dei servizi veterinari di Ats. La Scala non è un posto per equini e sarà anche il tempio della lirica, ma questo non significa dover essere proni di fronte a decisioni dissennate”.

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“Questo ulteriore fatto degli equini sul palco della Scala è soltanto l'ennesima dimostrazione del disinteresse dell'amministrazione Sala per gli animali - il j’accuse dell’Enpa -, che aspettiamo alla resa dei conti sulla firma del decreto, incredibile, che nomina due garanti al posto di uno. Ridicolo, vergognoso, irrituale”. 

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