Covid, la Scala prepara un grande concerto al posto della Prima per il 7 dicembre

Il teatro sta contattando varie star internazionali del canto: «Nemmeno quest'anno interromperemo la tradizione»

(Foto da Fb La Scala - Giovanni Hanninen)

«Il 7 dicembre la Scala non sarà in silenzio. Stiamo lavorando a un grande concerto condotto dal maestro Riccardo Chally con la parteecipazione del cast artistico della Scala e alcuni dei più importanti artisti, che arriveranno da tutto il mondo per testimoniare che questa tradizione non verrà interrotta, nemmeno quest'anno». Così su Facebook, in lingua inglese, il Teatro alla Scala annuncia il programma "alternativo" per la serata del 7 dicembre 2020, dopo l'annullamento della Prima con la Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti.

Annullamento resosi necessario con le restrizioni legate all'emergenza Covid, aggravatesi con il Dpcm del 3 novembre che rende impossibile immaginare le prove per eseguire regolarmente la Prima, ammesso che il 7 dicembre le restrizioni saranno cadute. Annullato anche il recital di Daniel Barenboim previsto per il 5 dicembre.

Tornando alla Prima, al suo posto la Scala sta dunque preparando un concerto che comprenderà diverse arie operistiche, tra cui alcune da Lucia di Lammermoor, con artisti internazionali. Certamente ci sarà il soprano statunintense Lisette Oropesa, che sarebbe stata protagonista dell'opera. Il concerto sarà trasmesso in mondovisione su Rai Uno, che avrebbe comunque trasmesso la Prima, e quasi sicuramente anche in streaming.

Il focolaio alla Scala

Alla Scala, nelle ultime settimane, si è sviluppato un focolaio di Covid con oltre venti contagiati tra coristi e musicisti. Focolaio che aveva già costretto il teatro ad annullare le rappresentazioni fino al 24 novembre.

La Prima di Sant'Ambrogio: la tradizione

L'inaugurazione stagionale la sera di Sant'Ambrogio risale, come tradizione, al 1940; nel 1943 non si poté fare, perché qualche mese prima, soprattutto nella notte dopo Ferragosto, il teatro era stato pesantemente bombardato. Negli anni Duemila, per due anni di seguito, l'inaugurazione si tenne al Teatro Arcimboldi, che in quel momento ospitava gli spettacoli della Scala durante il restauro.

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