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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cultura

Ricostruito il Dna di D'Annunzio da un fazzoletto sporco di liquido seminale

E' stato ricostruito il Dna di Gabriele D'Annunzio a partire da tracce biologiche del poeta trovate su un fazzoletto bianco contenente il suo liquido seminale. Un dono fatto dall'intellettuale alla sua amante, la Contessa Olga Levi Brunner

E' stato ricostruito il Dna di Gabriele D'Annunzio a partire da tracce biologiche del poeta trovate su un fazzoletto bianco contenente il suo liquido seminale. Un dono fatto dall'intellettuale alla sua amante, la Contessa Olga Levi Brunner. Un reperto conservato nell'archivio generale e che ha permesso il raggiungimento di questo traguardo significativo a livello sia storico sia scientifico. Oltre al fazzoletto, la contessa ha donato 1.100 lettere del poeta.

Il ritrovamento è stato mostrato alla stampa giovedì 12 marzo

Per la prima volta, una ricerca condotta su tracce biologiche di quasi un secolo fa - elaborata dal Reparto Investigazioni Scientifiche carabinieri di Cagliari in collaborazione con la Fondazione Il Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera - ha prodotto un risultato di rilievo nel panorama scientifico internazionale e di grande valore storico e culturale.

I reperti (c'era anche uno spazzolino in avorio) sono stati sottoposti a esami più approfonditi che hanno rivelato la presenza di tracce biologiche, in seguito prelevate dai Ris e confrontate con il Dna estratto dal tampone salivare di un discendente in linea maschile di Gabriele d’Annunzio, Federico d’Annunzio.

Il valore storico di queste indagini è messo in luce dalle parole del presidente del Vittoriale Giordano Bruno Guerri. “Abbiamo questa dimostrazione della straordinaria capacità scientifica del Ris, che sarà preziosa per i reparti di indagine criminologica, e per gli storici, di tutto il mondo. A chi mi chiede se questa scoperta abbia una qualche utilità per il Vittoriale, rispondo che il nostro scopo statutario è “conservare e valorizzare la figura e l’opera di Gabriele d’Annunzio”. Lo abbiamo fatto portando i visitatori da 140.000 a 190.000, chiudendo i bilanci in attivo, acquisendo documenti e cimeli, aprendo tre nuovi musei e contribuendo a cambiare l’immagine di d’Annunzio da quella di protofascista decadente a quella di libertario modernizzatore".

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