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Gengle, social di genitori single: oltre 3mila adesioni in Lombardia

1.200 solo a Milano. Ecco come funziona

Vacanze in montagna, gite al parco divertimenti, ma anche una semplice cena in pizzeria. Sono tante le attività a cui un genitore single è spesso costretto a rinunciare: per le difficoltà di organizzazione, la mancanza di soldi, o la paura della solitudine. Eppure l’esigenza di tornare alla vita sociale dopo una separazione o un divorzio è forte. Così si spiega il successo di Gengle, il primo social network rivolto a mamme e papà soli e ai loro figli, nato dalla mente di Giuditta Pasotto, 34enne separata con due bambini. In pochi mesi (è online da settembre), Gengle ha raccolto 6mila iscrizioni in tutta Italia.

In Lombardia i numeri sono record: tremila adesioni, 1.200 solo a Milano che batte così le altre città italiane. Non a caso è proprio qui che si registra uno dei più alti tassi di separazione: un matrimonio interrotto ogni due.

Gengle (acronimo di genitore + single) mette in rete mamme e papà soli e i loro figli, permette di conoscersi e soprattutto di incontrarsi. Lo spirito è quello della cooperazione: un antidoto alla solitudine e un mezzo per ottimizzare tempo e risorse. Come si realizza? Facilitando la condivisione di attività quotidiane. Dalla serata al cinema, al pomeriggio di compiti: cosa fare in concreto lo decidono i singoli utenti. Ciascun iscritto può lanciare iniziative o aderire a quelle degli altri, creando così il proprio network.

Fra gli ultimi eventi organizzati dai genitori lombardi ci sono la “pizzata” a Peschiera, la gita al lago d’Iseo o una serata a Brescia per conoscersi. Ma c’è anche chi da Roma programma un viaggio in occasione dell’Expo e si rivolge agli iscritti milanesi per un aiuto. “Si può chiedere e fare di tutto: anche un passaggio in auto o un babysitteraggio”, spiega Giuditta Pasotto. Una ‘delegazione’ di mamme e papà single dalla Lombardia approderanno a Venezia per il primo raduno nazionale gengle, il 28 febbraio e 1 marzo.

Quarantacinquenne, con un figlio alle scuole medie: è questo il profilo medio del ‘gengle’ lombardo. Tra gli iscritti ci persone separate (di fatto o ufficialmente), divorziati, vedovi e ragazze madri. Nessun limite di età: l’unico requisito per iscriversi è essere un genitore single.

Iscriversi è facile e gratuito. Una volta completata la registrazione, è possibile sfogliare la sezione ‘proposte’, articolata per città, oppure lanciare una propria iniziativa e attendere le adesioni degli altri utenti. A questo punto non resta che incontrarsi.

Gengle nasce dall’esperienza e dalle esigenze reali di una mamma single e risponde ai bisogni di chi si trova nella stessa situazione. “La necessità più grande di un genitore solo è quella di confrontarsi e di essere ascoltato”, racconta Giuditta. Per questo il portale ha una sezione “forum”, dove gli utenti discutono dei temi che li accomunano. Si parla di affidi, di alimenti, del rapporto con l’ex e con i figli. A breve sarà attivo anche uno spazio gestito da professionisti competenti: alle domande degli utenti risponderanno una psicologa e un avvocato. Non solo: Gengle ospita una pagina dedicata allo scambio dell’usato e una vetrina “cerco lavoro”. “Trovare un’occupazione che si adatti alle proprie necessità – precisa ancora Giuditta – è una delle maggiori difficoltà che un genitore single deve affrontare”.

Pensando proprio alle problematiche economiche delle famiglie monoparentali, Gengle ha attivato e si impegna ad attivare nel futuro convenzioni con aziende ed enti “gengle friends” per garantire agevolazioni ai suoi iscritti: sconti in locali di ristorazione, voucher in negozi di giocattoli, ma anche forniture gratuite di prodotti. “Tutto quello che può sostenere l’economia di un genitore single. Gengle è una rete di supporto che vogliamo ingrandire e rafforzare”.

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