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Cultura

La consulta degli studenti chiede l’abolizione del contributo scolastico

La Consulta degli Studenti di Milano approva a larga maggioranza un ordine del giorno che condanna fermamente i contributi scolastici che le scuole chiedono ogni anno alle famiglie degli studenti al momento dell’iscrizione, e ne chiede senza mezzi termini l’abolizione, rivendicando la necessità che lo Stato torni a coprire interamente i costi dell'istruzione.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

La Consulta Provinciale degli Studenti di Milano, nella seduta plenaria di ieri martedì 1° marzo all'Istituto Artemisia Gentileschi, ha approvato a larga maggioranza (oltre il 75% dei votanti) un ordine del giorno che condanna fermamente i contributi scolastici che le scuole chiedono ogni anno alle famiglie degli studenti al momento dell'iscrizione, e ne chiede senza mezzi termini l'abolizione.

«Il contributo scolastico in questi anni è stato la leva per imporre tagli sempre maggiori all'istruzione pubblica, mentre le famiglie progressivamente si sostituivano allo Stato nell'onere di finanziarla.» - Questa la dichiarazione di Alessandro Fiorucci, Presidente della CPS - «Si tratta di una vera e propria tassa mascherata da contributo "volontario", in realtà imposta alle famiglie che sono sempre più schiacciate dai costi crescenti del diritto allo studio (dai libri di testo ai trasporti per gli studenti).

Come Consulta degli Studenti di Milano, rivendichiamo l'abolizione dei contributi scolastici e di qualsiasi forma di tassazione sugli studenti, e sosterremo questa posizione al Consiglio Nazionale dei Presidenti delle Consulte, alla presenza di rappresentanti del Governo e del MIUR. In questi anni i governi hanno preferito finanziare le scuole private e destinare miliardi di euro alle spese militari, tagliando sull'istruzione pubblica negli interessi di banche e grandi imprese. Oggi è necessaria un'inversione di rotta: lo Stato deve tornare a finanziare interamente i costi dell'istruzione e ristabilire il principio di gratuità della scuola pubblica, in modo da garantire a tutti l'accesso all'istruzione indipendentemente dalla condizione economica.»

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