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All'università Statale di Milano il latino diventa obbligatorio per Storia e Scienze culturali

La lingua morta più famosa al mondo diventerà uno degli esami fondamentali nei due corsi di laurea. I dettagli

Alla Statale si punta (quasi) tutto sul Latino. Dal prossimo anno accademico, infatti, la lingua morta più famosa al mondo diventerà insegnamento di base del primo anno a Beni culturali e a Storia.

Una scelta in controtendenza, lo ha ammesso anche il erettore Elio Franzini: "Una scelta in controtendenza, anzi una vera e propria sfida — ha dichiarato l'accademico — con cui la Statale intende ribadire e promuovere la centralità del Latino come lingua delle comuni radici della civiltà europea, chiave privilegiata per l’accesso ai saperi umanistici e all’immenso patrimonio culturale dell’Europa".

Nessun problema per gli studenti che alle superiori non si sono misurati con la lingua di Cicerone: per loro ci sarà "Latino Zero". I corsi saranno erogati da Slam, il Centro linguistico di Ateneo, in modalità a distanza, per piccoli gruppi di studenti, sotto la guida di formatori esperti e in collaborazione con i docenti di Lingua e Letteratura latina dell’Ateneo.

"Esattamente come per le lingue moderne, anche per il Latino che verrà insegnato in Slam l’accertamento delle competenze avverrà in base allo schema a livelli (dall'A1 al B2) che fa riferimento alla certificazione linguistica nazionale della lingua latina — precisano da via Festa del Perdono —. Una metodologia che guarda al latino come lingua vivax, “piena di vita”, che può essere accessibile a tutti tramite un percorso di apprendimento analogo a quello delle lingue moderne, incentrato sulla funzione comunicativa della lingua e sulla lettura e comprensione dei testi".

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