Martedì, 27 Luglio 2021
Cultura

A Palazzo Reale inaugura "James Nachtwey. Memoria": 200 immagini su 40 anni di reportage in tutto il mondo

La nuova esposizione fotografica racconta le grandi crisi umanitarie, le guerre e la violenza attraverso scatti bellissimi

Una delle foto principali della mostra

Dal 1° dicembre 2017 al 4 marzo 2018 a Palazzo Reale espone James Nachtwey. Memoria, personale del pluripremiato fotografo statunitense, che racconta 40 anni di conflitti bellici, violenza, carestie e terrorismo, in tutto il mondo. L'esposizione è promossa e prodotta dal Comune di Milano - Cultura, Palazzo Reale, Civita, Contrasto e GAmm Giunti.

I contenuti

La mostra, a cura di Roberto Noch e dello stesso Nachtwey, rappresenta l'opera omnia dell'artista considerato l'erede di Robert Capa. 17 le sezioni del percorso espositivo, che raccontano attraverso 200 bellissime e commoventi immagini: le grandi crisi umanitarie (dal Rwanda al Darfur); i disastri natuali (come quello in Nepal e ad Haiti); i conflitti del Medio Oriente (dall'Iraq all'Afghanistan); l'orrore degli orfanotrofi rumeni; le tragedie legate all'11 settembre, alla diffusione dell'AIDS e all'utilizzo di eroina; e, in chiusura, l'esodo dei rifugiati in Europa.

Come affermato dal direttore di Palazzo Reale Domenico Piraina durante la presentazione di giovedì 30 novembre: "La fotografia di Nachtwey non si limita a documentare la realtà, ma ne fornisce un'interpretazione nel nome della compassione. Testimonia gli orrori della guerra sublimandoli nella bellezza. Anche nelle situazioni più tragiche la sua prospettiva, infatti, rimane artistica".

Tra gli scatti più iconici: il ritratto di un sopravvissuto a un campo di concentramento Hutu in Rwanda, con il volto pieno di cicatrici in primo piano (in foto); e la raffigurazione dei bambini orfani in Romania dopo il crollo del muro di Berlino. 

La missione civile

Del progetto Memoria, realizzato per la prima volta a Milano e destinato ad essere esportato in sedi espositive di tutto il mondo, l'assessore alla cultura Filippo Del Corno, presente alla conferenza di presentazione, ha evidenziato l'importanza civile: "Si tratta di una mostra che contribuisce con immagini incredibilmente potenti al dibattito pubblico su un tema, quello della guerra, che continua a essere, tristemente, attuale. Il contrasto tra la bellezza delle immagini scattate da James Nachtwey e l'orrore dei soggetti delle sue foto stride quasi rumorosamente nella percezione degli spettatori". L'abilità di Nachtwey consiste infatti nel testimoniare la violenza, il dolore, la morte e l'ingiustizia sublimandoli in scatti esteticamente impeccabili.

Luca Rocco (di Canon) ha voluto sintetizzare la vocazione di Memoria in tre aggettivi: "importante (per il livello delle immagini presenti), rigorosa (non vi è nulla di più del necessario) e opportuna (nel senso di attuale, perché gli orrori del passato non vengano ripetuti)".

L'artista

James Nachtwey (1948) è considerato uno dei più importanti fotoreporter di guerra della contemporaneità. Con una formazione umanistica e artistica -Natchwey studia Storia dell'Arte e Scienze Politiche al Dartmouth College- inizia ad avvicinarsi alla fotografia ammirando gli scatti che, tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70, documentano le grandi marce civili e la guerra in Vietnam. "Queste fotografie raccontavano una realtà diversa, e più credibile, rispetto a quella rappresentata dalle parole dei politici", ha raccontato il curatore Roberto Noch all'anteprima.

Seguendo questa concezione di fotografia come veicolo di verità, Nachtwey diventa fotoreporter nel 1976, ricevendo il suo primo incarico all'estero nel 1981, quando si trova a documentare lo sciopero della fame di alcuni militanti dell'IRA. Da quel momento testimoniare conflitti bellici e sociali diventa la sua missione e lo porta a lavorare in moltissimi paesi, come: Israele, Sri Lanka, Afghanistan, Corea del Sud, Rwanda, Cecenia, Romania, Stati Uniti e Sudafrica.

Nel 1984 il fotografo lavora per il Time, dal 1986 al 2001 fa parte dell'agenzia fotografica Magnum Photos e nel 2001 fonda l'agenzia VII. Molti i premi e i riconoscimenti ricevuti in più di 40 anni di carriera: la Robert Capa Gold Metal (vinta cinque volte), il World Press Photo, l'Infinity Award for Photojournalism e il Dresden Peace Prize. Una retrospettiva sulla sua opera è stata presentata nel 2016 a Palazzo della Ragione.

Una riflessione collettiva

James Nachtwey è intervenuto alla conferenza di presentazione di Memoria per sottolineare come fosse commosso e onorato di esporre la propria opera a Milano: "Questa mostra è un viaggio attraverso la mia memoria e condividerne le immagini la rende una memoria collettiva. In questo modo tutti possiamo essere partecipi della sofferenza, della violenza e della disperazione. L'obiettivo delle mie foto è di creare un legame tra le persone rappresentate e il resto dell'umanità".

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