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Fajitas (foto Lawry's)

Fajitas (foto Lawry's)

I venti migliori ristoranti etnici e stranieri di Milano

La guida di Roberto Angelino per Giannella Channel: dove assaporare i migliori gusti del mondo

Roberto Angelino, per Giannella Channel, ha pubblicato la classifica dei cinquanta migliori ristoranti stranieri a Milano. Una classifica, visibile qui, che racchiude i migliori sapori esteri della città. 

Si è ritagliata una selezione di venti di questi ristoranti. La classifica è aleatoria e pienamente integrabile nei commenti. 

1) Don Juan, via Altaguardia 2 (Argentina). In cucina spadroneggia la carne, sudamericana e di qualità. Di maiale e di pollo ma soprattutto di angus succosa e ben cotta, con lomo, bife de chorizo e churrasco (cioè filetto, controfiletto ed entrecôte) e asado de tira (costine) preparati alla brace, su un’enorme griglia a vista.

2) Lapa, via Goldoni 3 (Brasile). Non è la solita churrascaria con carne allo spiedo e assaggini: la chef Patricia Calixto dos Santos realizza piatti tipici di pesce e carne di diverse zone (Bahia, San Paolo e Belo Horizonte), ma anche specialità vegetariane con verdure importate dal Brasile.

3) Bon Wei, via Castelvetro 16 (Cina). In menù 101 specialità cantonesi, ma non solo, tra cui: zuppa di abalone (un mollusco), gamberi piccanti alla kong pao, rombo croccante, rane saltate con cipolla, anatra (sempre disponibile, anche per una sola persona) servita laccata alla pechinese, saltata piccante o “bicolore”.

4) Mong Kok, via Padova 3 (Cina). Qui si fa cucina tipica del Sichuan, una manna per chi ama i piatti piccanti come le scodelle di fuoco, piccoli wok portatili per stomaci forti e lingue d’amianto.

5) Warsà, via Melzo 16 (Eritrea). In menù un piatto unico, lo zighinì (con verdure e cous cous), proposto in 3 versioni: vegetariana (17 €) con manzo e pollo (17 €) o con pesce (22 €), e preceduto come antipasto dal sambusa (panzerotto ripieno di carne speziata).

6) Creperie D'Auriane, via Correggio (Francia). In lista ci sono piatti elaborati come il petto d’anatra stagionato e affumicato, con ventrigli confit, pomodori, erba cipollina e insalata; formaggio di capra arrostito, miele e insalata; zuppa di cipolla gratinata o di pesce con crostini, emmental e salsa rouille (maionese allo zafferano).

7) Kapuziner Platz, viale Montenegro 34 (Germania). La scelta dei piatti spazia dagli spätzle (gnocchetti irregolari a base di farina di grano tenero, uova e birra serviti con panna e speck) ai canederli (grossi gnocchi con un impasto di pane raffermo, insaporiti con formaggio e burro fuso), dai bretzel (pane dal colore ambrato a forma di nodo) allo stinco di maiale.

8) Fukurou, via Trivulzio 16 (Giappone). A pranzo, a prezzi molto più accessibili (sui 15 €, the compreso), c’è lo yubako, una scatola laccata con dentro assaggi di sushi, riso al vapore e oshinko, ovvero verdurine in salamoia.

9) Hana, via Piero della Francesca 74 (Giappone). Sushi e sashimi al top, ma anche tanti piatti di cucina fusion: hitokuci al peperoncino (involtini di tonno Sicilia con avocado e salsa di pomodoro al galapeño messicano), hamamatsu (filetto di branzino rosolato con salsa teriaki, servito con pastella croccante), ami yaki (scottata di tonno con dadini di avocado e salsa di polvere di tonno).

10) MiTo, via Cagnola 16 (Giappone). Il conto non è a buon mercato ma merita perché qui il sushi è una delizia, così come il sashimi piccante e gli uramaki che si sciolgono in bocca. Per finire in dolcezza: crème brulé ai fagioli rossi

11) Akropolis, via Pepe 38 (Grecia). In lista, oltre alla classica insalata greca (feta, pomodori, peperoni, cipolla e cetrioli), il cuoco Georgios Pitsios propone anche polpo alla griglia, calamari ripieni con feta e melanzana, tzatziki (salsa allo yogurt, aglio, cetrioli e aneto), moussakà (sformato di melanzane, formaggio, carne e besciamella).

12) Sarla, via Stampa 7 (India). Per i piatti principali la cucina a vista è il regno di due chef: uno si occupa del forno tandoori (fabbricato in Uzbekistan, tocca i 600 gradi ed esalta pesce spada, mazzancolle, pollo e agnello, ma anche formaggi e semplici verdure), l’altro realizza piatti a base di curry e salse varie, il piccantissimo pollo vandaloo, il delicato agnello con anacardi, i gnocchi di formaggio fresco.

13) Dawali, via Corrado il Salito 10 (Libano). Propone cucina libanese, la più raffinata del Medio Oriente, con tanta verdura, carne di pollo, manzo e agnello, frutta secca e condimenti a base di succo di limone e spezie.

14) Balafon, via Teodosio 6 (Mali). La cucina propone specialità del suo Paese più ricette di Senegal, Guinea, Eritrea e Congo. Antipasti: polpette di fagioli con l’occhio, samosa (triangoli di pasta fillo con gamberi, sedano, paprika e carote), frittelle di fagiolini al rosmarino. La specialità della casa è il piatto unico, da comporre a piacimento con base di riso profumato o di cous cous con salse tipiche.

15) El Jadida, via Bazzi 47 (Marocco). In cucina delizie del Maghreb rivisitate: 5 tipi di cous cous, agnello con prugne e mandorle, pollo con olive e limone. E poi: zucchine ripiene di kefta (vitello macinato insaporito con spezie), zaaluk (melanzane con pomodori, olive e spezie), harira (zuppa di ceci, lenticchie e verdure fresche) e warak inab (foglie di vite ripiene).

16) Tijuana Caffè, via Massarani 5 (Messico). Dalla cucina (porzioni non enormi, ma di qualità): burritos (fagottini di farina ripieni di pollo, peperoni e formaggio), fajitas di carne marinate con cipolle e peperoni e servite in una padella di ghisa, guacamole (crema di avocado con aromi al coriandolo e lime), nachos (snack di mais con formaggio fuso e peperoncino jalapeños), chili di carne. 

17) Albufera, via Lecco 15 (Spagna). La paella, per minimo 2 persone, c’è in 4 versioni: valenciana (con riso, pollo, coniglio, lumache e verdura di stagione, 16 €, solo su prenotazione), de mariscos (con frutti di mare, 19 €), de bogavantes (con astice, 29 €, solo su prenotazione) e de carabineros (con pregiati gamberi rossi del Sud della Spagna, 35 €).

18) Serendib, via Pontida 2 (Sri Lanka). Tra i piatti classici cingalesi: raita (verdura fresca con yoghurt, menta e aromi, 5 €), zuppa Serendib (con spezie, 6 €), uruannasi (maiale con ananas in salsa agrodolce al pepe, 11 €), kukulhodhi (pollo stufato con erbe e curry, 10 €).

19) Bjork, via Panfilo Castaldi 20 (Svezia). In cucina lo chef italiano Julien Chiudiunelli e i suoi due colleghi svedesi Mattias Sjöblom e Rebecca Varjomaa propongono: jordärtskockssoppa (crema di topinambur con porcini), zuppa bianca di pesce del Nord, gravad lax (salmone marinato all’aneto), aringhe marinate, affumicate o fritte, baccalà al beurre noisette e una quiche di formaggio västerbotten con caviale di coregone.

20) Arepa'z, viale Cassala 9 (Venezuela). L’arepa risale all’epoca precolombiana ed è una pagnotta circolare di farina di mais bianco, acqua e sale cotta sulla piastra. Una specie di piadina degli indios, qui proposta in 38 varianti.

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