Lunedì, 14 Giugno 2021
Cultura Duomo / Piazza della Scala

Milano, contro il decreto "ammazza Scala" pedalata degli artisti

Pedalata lirica per Milano contro il decreto del ministro Bondi: "Non vogliamo che la Scala finisca in mano ai privati"

scala-2"Pedalo contro il decreto" dice il manifesto e così hanno fatto i lavoratori della Scala di Milano giovedì sera: biciclette da città addobbate alla protesta con palloncini gialli, simbolo di cultura, e manifesti delle opere in cartellone recitanti slogan di protesta. "Bondi vai a casa", "No al decreto che uccide il teatro", "Siamo fu(o)riBondi": queste ed altre simili sono le voci dei protestanti che alle 21.30 puntuali in via Filodrammatici si sono ritrovati per la pedalata scaligera.

"L'iniziativa della biciclettata è nata dalla necessità di sensibilizzare la popolazione sul pericolo che oggi minaccia tutti i dipendenti del teatro e di conseguenza il teatro stesso - ha spiegato Guido Trifiletti della CUB - La protesta deve scendere in strada altrimenti il teatro rischia di sembrare una torre d'avorio, è importante invece che la problematica sia condivisa, la Scala è un patrimonio di tutti coloro che amano la cultura e Milano".

Punti più indigesti del decreto sono il blocco delle assunzioni fino al 2012 e tutti i provvedimenti che intervengono sui contratti: i dipendenti si troverebbero con lo stipendio dimezzato mentre coloro che hanno un contratto a tempo determinato perderebbero ogni speranza di avere un posto fisso. "Il decreto, inoltre, agendo in modo retroattivo, andrebbe a cancellare anche le vertenze del passato che danno ragione ai dipendenti che hanno chiesto di essere assunti dopo anni passati con contratti a scadenza, artisti compresi - ha spiegato Trifiletti - Stanno facendo di tutto perché la Scala vada nelle mani dei privati, di banche e fondazioni, mentre noi vogliamo che quello della lirica rimanga un settore d'interesse culturale nazionale non sempre penalizzato dalle istituzioni".

"Questa è chiaramente una mossa del governo che fa parte di un progetto - ha dichiarato un tecnico luci, il capofila del gruppo di improvvisati ciclisti - Si vuole uccidere la cultura tagliando continuamente fondi al teatro, alla scuola e all'arte, così spariranno, a Milano e in tutte le città italiane, tutte quelle iniziative che non fanno parte della logica economica e produttiva del governo".


"Oggi gireremo per il centro con i nostri manifesti perché vogliamo smentire questa fama di lavoratori privilegiati - ha specificato un altro lavoratore - Siamo artisti, tecnici, operai della Scala, è vero, ma stiamo subendo una grande ingiustizia e rischiamo il posto come chiunque altro ed è giusto che i cittadini lo sappiano".

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