Da Van Gogh a Picasso: a Milano la mostra con i capolavori del Guggenheim di New York

La mostra, allestita a Palazzo Reale, si potrà visitare sino al 1° marzo

Cinquanta capolavori dei grandi maestri impressionisti, post impressionisti e avanguardie del primo Novecento: quadri di Cézanne, Degas, Gauguin, Manet, Monet, Renoir, Van Gogh e Picasso che non hanno mai lasciato gli Stati Uniti. È la mostra “Guggenheim. La collezione Thannhauser" in programma al Palazzo Reale di Milano fino al 1° marzo 2020.

“Guggenheim. La collezione Thannhauser": informazioni orari e prezzi

La mostra racconta la collezione che negli anni Justin K. Thannhauser costruì per poi donarla, nel 1963, alla Guggenheim Foundation, che da allora la espone in modo permanente in una sezione del grande museo di New York. Promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale, MondoMostre Skira e organizzata in collaborazione con The Solomon R. Guggenheim Foundation, New York, la mostra è curata da Megan Fontanella, curatrice di arte moderna al Guggenheim.

“In questa mostra si intrecciano una grande storia di collezionismo che ha attraversato tutto il ventesimo secolo, la volontà di un importante museo di New York che offre a Milano l’opportunità di ammirare i suoi capolavori senza attraversare l’oceano e l’impegno di Palazzo Reale nel proporre ogni anno una mostra in grado di raccontare le collezioni dei più prestigiosi musei di tutto il mondo – ha affermato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Una combinazione perfetta che arricchisce l’offerta culturale dell’estate milanese”.

È la prima volta che i più importanti capolavori della collezione Thannhauser del Guggenheim arrivano in Europa: dopo la prima tappa al Guggenheim di Bilbao e la seconda all’Hotel de Caumont di Aix-en-Provence, Palazzo Reale a Milano rappresenta la tappa conclusiva della mostra, dopo la quale queste splendide opere ritorneranno a New York. Si tratta dunque di un’occasione unica e irripetibile per ammirare lavori di eccezionale qualità di grandi maestri della pittura europea sinora mai esposti fuori dagli Stati Uniti.

I quadri presenti alla mostra

Tra le opere presentate a Milano ci sono due dipinti di Pierre-Auguste Renoir: “Donna con pappagallino” (1871) e “Natura morta: fiori” (1885); quattro dipinti di Georges Braque, tra cui “Paesaggio nei pressi di Anversa” (1906), “Chitarra, bicchiere e piatto di frutta sopra un buffet” (1919), “Teiera su fondo giallo” (1955) appartenuti a Thannhauser, a confronto con “Natura morta” (1926-1927) di proprietà del Guggenheim.

Di Paul Cézanne sono esposte sei opere, tra cui quattro di proprietà dei Thannhauser – i due paesaggi “Dintorni del Jas de Bouffan” (1885-1887) e il magnifico “Bibémus” (1894-1895), luoghi nei dintorni della Montagna Sainte-Victoire, dove l’artista aveva affittato un capanno per dipingere in solitudine, usando i colori della Provenza e le due nature morte, “Natura morta: Fiasco, bicchiere e brocca” (c. 1877) e “Natura morta: piatto di pesche” (1879-1880) – messi a confronto con un altro paesaggio e al celebre “Uomo a braccia conserte” (c. 1899), prima opera di Cézanne acquisita dal Guggenheim nel 1954, che fece all’epoca molto scalpore per il prezzo pagato di 97mila dollari.

Thannhauser aveva collezionato varie opere di Edgar Degas, delle quali in mostra sono esposte tre splendide sculture in bronzo realizzate tra la fine dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento: “Ballerina che incede con le braccia alzate”, “Danza spagnola” e “Donna seduta che si asciuga il fianco sinistro”. Dei primi anni del Novecento è un altro bellissimo bronzo: “Donna con granchio” di Aristide Maillol. Nel 1928 la galleria Thannhauser di Berlino aveva organizzato una grande retrospettiva di Paul Gauguin: a Milano arriva un suo meraviglioso paesaggio “Haere Mai” del 1891, dipinto a Tahiti, che riflette l’idealizzazione romantica di un paradiso puro che sedusse molti europei al finire dell’Ottocento.

Altro celebre artista collezionato da Thannhauser è stato Edouard Manet: “Davanti allo specchio” (1876) è uno dei dipinti più importanti della collezione dove il pittore ritrae una nota cortigiana, l’amante dell’erede al trono olandese, di spalle con il corsetto semiaperto; si tratta di un quadro molto intimo, dalle pennellate libere e sfumate che creano l’impressione di una immagine fugace. Accanto a questa troviamo “Donna con vestito a righe” (c. 1877-1880), all’epoca lasciata incompiuta da Manet e pesantemente alterata: a Milano è esposta dopo un accurato restauro concluso nel 2018 che ha rivelato le rapide pennellate dell’artista e una splendida stoffa blu-viola. Di Claude Monet è esposto il bellissimo paesaggio italiano, “Palazzo Ducale visto da San Giorgio Maggiore” (1908), donato al Guggenheim da Hilde Thannhauser.

Di Vincent van Gogh sono presenti tre opere: “Strada con sottopasso” (1887), profondamente influenzato da artisti francesi impressionisti e postimpressionisti e restaurato nel 2018 a cura del Guggenheim; “Paesaggio con la neve” (1888) e “Montagne a Saint-Rémy” (1889).

Un capitolo a parte meritano le opere di Pablo Picasso, grande amico di Justin Thannhauser: in mostra troviamo ben tredici opere, di cui dodici appartenuti ai Thannhauser e una, “Paesaggio a Céret” (1911), del Guggenheim; si va dal 1900 al 1965 con quadri straordinari: “Le Moulin de la Galette” e “Il picador” (1900); “Al Caffè” e “Il quattordici luglio” (1901), opere dipinte dall’artista ventenne nel corso del suo primo soggiorno a Parigi; “Fernande con una mantiglia nera” (c. 1905) di ispirazione fauvista; “Donna seduta” (1922) ispirata alla statuaria antica; la strepitosa “Donna dai capelli gialli” (1931), ritratto di Marie-Thérèse Walter, altro highlight della collezione che mostra un rinnovamento radicale nella pittura di Picasso; “Natura morta: fruttiera e brocca” (1937); “Natura morta: frutta e brocca” (1939); “Giardino a Vallauris” (1953); “Due colombe con le ali spiegate” (1960) e “Aragosta e gatto” (1965), che riporta un’affettuosa dedica dell’artista al suo amico collezionista: l’opera fu infatti il regalo di nozze di Picasso ai coniugi Thannhauser.

Insieme alle magnifiche opere della collezione Thannhauser, la Guggenheim Foundation ha scelto, per arricchire maggiormente la mostra e dimostrare la profonda convergenza tra le due collezioni, di esporre alcuni altri prestigiosi lavori degli stessi celebri artisti o di altri grandi maestri.

A Milano sono dunque presentate: di Henri Rousseau “Artiglieri” (c. 1893-1895) e “I giocatori di football” (1908), già posseduto da Justin Thannhauser nel 1910 e poi venduto; di Georges Seurat tre magnifici quadri a tema rurale realizzati tra il 1882 e il 1883: “Contadine al lavoro”, “Contadino con zappa” e “Contadina seduta nell’erba”; di Robert Delaunay “La città” (1911), che fece parte della prima mostra del “Cavaliere azzurro” organizzata a Monaco da Thannhauser nel 1911-12; di André Derain “Ritratto di giovane uomo” (c. 1913-1914); di Juan Gris “Ciliegie” (1915); di Vasily Kandinsky, “Montagna blu” (1908-1909), quadro fondamentale nel percorso dell’artista, molto amato da Solomon R. Guggenheim che fu un grande collezionista di Kandinsky di cui il Museo possiede più di 150 opere; di Paul Klee - altro esponente del “Cavaliere azzurro”, di cui Thannhauser aveva organizzato nel 1911 a Monaco la prima mostra in Germania – “Aiuola” (1913) dove il soggetto naturalista viene dissimulato utilizzando forme frammentate dai colori dissonanti; di Franz Marc, altro artista del gruppo, “Mucca gialla” (1911); di Henri Matisse “Nudo, paesaggio assolato” (c. 1909-1912).

La storia della collezione Thannhauser

Nel 1905 Heinrich Thannhauser, mercante d’arte ebreo padre di Justin, apre la prima galleria a Monaco e nel 1908 presenta una delle più grandi retrospettive dedicata a Van Gogh in Germania.

Dal 1909 è affiancato dal giovane figlio Justin, che diventerà man mano il protagonista di tutta l’attività per l’organizzazione di mostre nelle varie gallerie aperte in Europa e l’acquisto di opere d’arte. Nel 1911-12 viene presentata la prima esposizione del gruppo “Der Blaue Reiter” (Il Cavaliere azzurro), e nel 1913 una delle prime grandi mostre dedicate a Picasso; inizia così una lunga amicizia tra Justin e il maestro spagnolo che durerà sino alla morte dell’artista nel 1973.

Durante la prima guerra mondiale Justin entra nell’esercito, sarà ferito e decorato con la croce di ferro, sposa Käthe, da cui avrà i figli Heinz e Michel. Nel 1920 Justin apre una galleria a Lucerna, insieme a suo cugino Siegfried Rosengart, e nel 1926 nella galleria di Monaco presenta una importante mostra su Degas. Nel 1927 apre una nuova galleria a Berlino. Sono di questi anni le grandi mostre dedicate a Gauguin, Matisse e Monet.

Nel 1935 muore il padre Heinrich e nel 1937, Justin si trasferisce a Parigi aprendo una nuova galleria.

Nel 1940 quando le truppe tedesche invadono Parigi Justin è in Svizzera e non può ritornare in Francia. Alla fine di quell’anno si imbarca a Lisbona per New York. Nel 1944 il figlio Heinz viene ucciso in guerra, l’altro figlio Michel si suicida nel 1952, mentre la moglie Käthe muore nel 1960. Due anni dopo Justin sposa Hilde Breitwisch.

La casa newyorchese dei Thannhauser in un ventennio è diventata un luogo di eccezione dove si ritrovano grandi personaggi del mondo della cultura, dell’arte, della musica, del teatro, del cinema, della fotografia come Leonard Bernstein, Louise Bourgeois, Henri Cartier-Bresson, Marcel Duchamp, Jean Renoir e Arturo Toscanini.

Senza eredi e condividendo appieno la promozione dell’innovazione artistica di Solomon R. Guggenheim, decide di donare al museo americano settantacinque opere della sua collezione, tra cui trenta lavori di Picasso. Nel 1965 le opere sono presentate nella sala dedicata del Museo.

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Justin Thannhauser muore nel 1976 in Svizzera a 84 anni. La seconda moglie Hilde nel 1984 dona al Museo altre 10 opere, che entrano nella collezione Guggenheim alla sua morte nel 1991.

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