"Il grande gioco. Forme d'arte in Italia dal 1947 al 1989", una mostra tre esposizioni

Il progetto prevede tre sezioni in tre luoghi diversi, divisi per anno. Al Museo d'arte contemporanea di Lissone, alla Rotonda di via Besana a Milano e alla Gamec di Bergamo opere in esposizione fino al 9 maggio

Una mostra tre esposizioni. Fino a domenica 9 maggio sarà visitabile “Il Grande Gioco” Forme d'arte in Italia 1947 - 1989". Il progetto, a cura di Luigi Cavadini, Bruno Corà, Giacinto Di Pietrantonio si articola sui tre spazi secondo una successione temporale che affida al Museo d'arte contemporanea di Lissone gli anni dell'immediato dopoguerra fino al 1958, alla Rotonda di via Besana di Milano il periodo 1959-1972 e alla GAMeC di Bergamo gli anni più recenti, dal 1973 al 1989.

Di seguito le tre sezioni espositive spiegate nei dettagli.

"1947-1958 al Museo d'arte contemporanea di Lissone": In un decennio in cui il Paese cerca di reagire ai postumi della guerra, in un crescendo che sfocerà nel "miracolo economico" cui guardiamo con nostalgia, l'attenzione si concentra sulle esperienze più significative sviluppatesi sui due poli Roma-Milano coinvolgendo gli artisti di Forma 1 e Origine, da una parte e quelli del MAC e dei movimenti nucleari e spaziali dall'altra, oltre a situazioni analoghe di altre parti d'Italia. La presenza di artisti come Accardi, Dorazio, Perilli, Consagra, Burri, Capogrossi, Colla, Soldati, Munari, Dorfles, Prampolini, Fontana, Milani, Crippa, Dova, Baj, Dangelo e altri ancora, indica una varietà di proposte che si amplia quando questi stessi artisti interagiscono con gli architetti, i designer, il mondo dello spettacolo, l'industria e la moda, inserendosi in una società in rapida evoluzione dove vanno via via comparendo oggetti come la Lettera 22 di Olivetti, la Lambretta e la Vespa o, ancora, la Fiat 500, che da soli potrebbero tracciare un ritratto della società che muta. E nel frattempo la platea dell'immagine trova altri sbocchi, confluendo in un mezzo destinato a segnare profondamente i decenni successivi, la televisione, la cui novità si trova a competere con edifici di grande impatto nella città, come, ad esempio il grattacielo Pirelli o la Torre Velasca, o, più semplicemente, con tessuti d'arredo su cui si disperdono le forme geometriche o le non-forme di artisti che nel mondo dell'astrazione trovano elementi espressivi di particolare vitalità.

"1959-1972 alla Rotonda di Milano": Nell'arco temporale che si estende tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio degli anni Settanta, sono numerose le novità in ambito artistico e culturale che concorrono a dare corpo e una relativa mitologia agli esplosivi anni Sessanta. E se tra il '59 e il '60 nei cosiddetti anni 'cerniera' si fa strada una generazione artistica impegnata a definire una nuova concezione dell'opera, svincolata dalle nozioni di 'dipinto' e 'scultura' e piuttosto incline a formalizzare secondo libere dimensioni l'oggetto artistico - si distinguono in tale azione artisti come Manzoni, Castellani, Uncini, Lo Savio, Bonalumi, Scarpitta, Alviani, Colombo e altri -  nel corso dei restanti Sessanta non sarà meno dinamico e prodigioso sia l'ambito della sperimentazione pittorico-plastica né quello della produzione di disegno industriale, cinema, moda e architettura. In un paese dove non si sono mai sopite le conseguenze di endemiche contrapposizioni tra le forze politiche affermatesi dopo il secondo conflitto mondiale, e l'avvento di un miglioramento delle condizioni materiali rende possibile il ricorso allo slogan di 'boom economico', nuovi altri fenomeni pongono l'arte e la cultura italiana in una posizione di neoavanguardia. La nascita del Gruppo 63 in letteratura e, nel '67, la formazione dell'Arte Povera - ne fanno parte artisti come Kounellis, Pascali, Mario Merz, Pistoletto, Boetti, Fabro, Paolini, Calzolari, Anselmo, Zorio, Penone, Prini e Marisa Merz - recano allo sviluppo culturale un decisivo contributo di livello internazionale. Accanto alle più significative esperienze di cinema - con "Il grido di Antonioni", "La grande guerra" di Monicelli, "Il Generale Della Rovere" di Rossellini, "La dolce vita" di Fellini - di teatro e musica contemporanea, nascono riviste di estetica, arte, architettura e varia società (come Metro, Il Menabò, Il Verri, Quaderni Piacentini, Pagina, Collage, Marcatrè, Nuovi Argomenti, Linea Struttura, Modulo, Quindici) che contribuiranno alla crescita di un dibattito socioculturale che avrà uno sbocco decisivo negli anni tra il 1968 e il 1972, termine della seconda parte del disegno storico critico della mostra.

1973-1989 alla GAMeC di Bergamo: La sezione ospitata alla GAMeC evidenzierà come, soprattutto a livello artistico, il 1979 si collochi da spartiacque tra gli anni Settanta, ancora sotto l'influsso dei movimenti e artisti concettuali precedenti come Paolini, Nannucci, Vaccari, Chiari, e gli anni Ottanta, segnati dal ritorno alla pittura e alla figurazione, grazie soprattutto al movimento della Transavanguardia. Questi alcuni degli artisti in mostra: Vincenzo Agnetti, Nanni Balestrini, Gabriele Basilico, Alighiero Boetti, Sandro Chia, Giuseppe Chiari, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Gino De Dominicis, Nicola De Maria, Luciano Fabro, Alberto Garutti, Luigi Ghirri, Emilio Isgrò, Ketty La Rocca, Corrado Levi, Carlo Maria Mariani, Fabio Mauri, Mario Merz, Eugenio Miccini, Davide Mosconi, Maurizio Nannucci, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Giulio Paolini, Alfredo Pirri, Michelangelo Pistoletto, Ettore Spalletti, Salvo, Franco Vaccari.La sezione dedicata al design presenterà opere di alta qualità, esposte in numerosi musei internazionali per il loro prestigio, il loro valore storico, stilistico e di ricerca tecnica (Ettore Sottsass, Enzo Mari, Vico Magistretti, Alessandro Mendini, tra gli altri); mentre la sezione dell'architettura annovererà nomi come Massimiliano Fuksas, Gabetti e Isola, Adolfo Natalini, Aldo Rossi, Paolo Portoghesi, Franco Purini, solo per citarne alcuni. La sezione destinata al cinema accoglierà numerosi film d'autore, tra cui "La ricotta", di Pier Paolo Pasolini - spezzone su Pontormo e Rosso Fiorentino, 1963 - "Amarcord" di Federico Fellini, 1973 - "Non ci resta che piangere", di Roberto Benigni e Massimo Troisi, 1985, Bianca di Nanni Moretti; e i monitor presenteranno spezzoni di trasmissioni televisive come "L'altra domenica", "Indietro tutta", "Portobello", "Blob". Ricche pure le sezioni dedicate al teatro e al settore editoriale, quest'ultimo rappresentato in mostra da testi che in copertina presentano opere degli anni presi in considerazione, o da riviste.

La mostra resterà aperta da martedì a domenica dalle 10 alle 19 e giovedì fino alle 23. Lunedì chiuso. Il biglietto di ingresso costa intero 8 euro, ridotto 6 euro, scuole 3 euro

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • La provocazione di Cracco in Galleria (Milano): ai suoi clienti solo mezza pizza

  • L'anziana che ha "truffato" i truffatori: così una 87enne ha fatto arrestare la "nipote" a Milano

  • Trovato morto a 47 anni Alessandro Catone, il "Porco schifo" di YouTube

  • Il maltempo fa paura: "Forti temporali in arrivo, fino a 150mm di acqua in 6 ore" (Poi la grandine)

  • Milano, ecco lo store di Off-White in pieno centro: è il brand per cui tutti si mettono in fila

  • Covid, Lombardia terzultima in Italia per contagi: "Si è creata una sorta di immunità"

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
MilanoToday è in caricamento