Alla Triennale la mostra dedicata a Roy Lichtenstein

Cento opere su cinque sezioni tematiche dagli anni Cinquanta agli anni Novanta per "Meditations on art", la mostra dedicata a Roy Lichtenstein alla Triennale dal 25 gennaio al 30 maggio

Si inaugura alla Triennale di Milano il 25 gennaio la mostra “Meditations on art”, curata da Gianni Mercurio e realizzata in collaborazione con The Roy Lichtenstein Foundation. Si tratta di cento opere, tele per lo più di grande formato, oltre a numerosi disegni, collages e sculture provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private internazionali, dal Louisiana Museum di Copenaghen, al Whitney Museum e Gugghenheim Museum di New York, fino al Moderner Kunst Museum di Vienna e al the Broad Art Foundation di Los Angeles. Le composizioni saranno esposte fino al 30 maggio, prima di approdare, nel mese di luglio, al Ludwig Museum di Colonia.

Le "meditations" di Lichtenstein partono dall'osservazione dei maestri americani dell'800 e dei classici dell'arte moderna attraverso le riproduzioni stampate di loro opere celebri. Il lavoro dell'artista si sviluppa quindi in una trasformazione dei capolavori dell'arte attraverso un tratto, il puntino che sgrana l'immagine, che ne esaspera il riferimento alle illustrazioni pubblicate. Lichtenstein si conforma così perfettamente al movimento della Pop Art, che ha inteso rappresentare la realtà così come mostrata dai veicoli pubblicitari e commerciali, mezzi della fruizione di massa ben più efficaci dell'originale dal quale risultano ispirati.

La retrospettiva si sviluppa a partire dai primi lavori degli anni '50, alcuni dei quali poco conosciuti e mai  esposti in passato, nei quali l'artista rivisita il modernismo proveniente dall’Europa e l'iconografia della cultura americana: gli indiani e il Far West, le scene di vita dei pionieri alla conquista delle terre, gli eroi e i cow-boy. Da lì ripercorre in cinque sezioni opere realizzate fino agli anni Novanta e ispirate al Cubismo, all’Espressionismo, al Futurismo, al Modernismo degli anni ’30, all’astrazione minimalista, all’Action Painting, e ai generi del paesaggio e della natura morta.

Il curatore, Gianni Mercurio, già noto per aver tra l’altro firmato alla Triennale di Milano grandi mostre antologiche dedicate ad Andy Warhol, Keith Haring, Jean-Michel Basquiat.
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