Il Piccolo ancora senza direttore per i veti incrociati, i lavoratori ora strigliano il cda

Chieste le dimissioni del presidente Carrubba. Sfumata la nomina di Claudio Longhi per l'assenza dei rappresentanti di Regione Lombardia

Il Piccolo Teatro (foto Maisar Pasquali)

Mentre è ancora stallo per la nomina del futuro direttore del Piccolo Teatro, i lavoratori si esprimono (per la seconda volta in pochi mesi) con una durissima lettera aperta. Se la prima volta, il 6 giugno, le critiche delle maestranze erano rivolte alla gestione uscente di Sergio Escobar, che poi si è dimesso dalla carica con un anticipo di alcuni mesi sulla scadenza deel mandato, stavolta sono tutte per il consiglio d'amministrazione. E per il suo presidente Salvatore Carrubba.

I lavoratori contestano i contorni entro cui, in tre mesi, non si è riusciti a trovare la "quadra" per il nome del nuovo direttore. E parlano di «spettacolo deprimente e irritante» di candidature contrapposte. Difendono comunque i nomi dei candidati («personalità di alto livello culturale e di solida esperienza professionale») e parlano di mancato rispetto anche nei loro confronti, oltre che dell'istituzione teatrale e dei lavoratori, ma soprattutto nei confronti «della cittadinanza e del pubblico», visto che il teatro vive per il suo pubblico ed è di proprietà pubblica.

La gestione di questa fase fa chiedere ai lavoratori, senza mezzi termini, le dimissioni di Carrubba, e contestare all'intero consiglio d'amministrazione di essersi impegnato più a difendere «interessi particolari» che il bene comune. Lo stallo di circa tre mesi è dovuto principalmente ad una contrapposizione, interna al cda, tra i rappresentanti del Comune di Milano e del Ministero dei Beni Culturali da una parte, e quelli di Regione Lombardia dall'altra.

A fine luglio i rappresentanti della Regione nel cdr avevano disertato la riunione una prima volta; ma all'epoca non si sarebbe comunque potuto votare a maggioranza il nuovo direttore, perché un nome condiviso almeno da più d'una parte non pareva esserci. Il sindaco di Milano Beppe Sala aveva allora chiesto che si valutassero altre candidature, oltre a quelle già in campo. Il 16 settembre, per la seconda volta, la Regione ha disertato il cda, che però (secondo una nota del Piccolo) ora avrebbe potuto nominare a maggioranza assoluta il nuovo direttore («per la prima volta si sarebbero verificate le condizioni», recitava il comunicato).

Longhi, sfuma la nomina dopo la rinuncia e il ripensamento

Che cos'era cambiato? Fino a prima della pausa agostana, i candidati in lizza erano Rosanna Purchia (sostenuta dal Comune), Antonio Calbi (sostenuto dalla Regione), Filippo Fonsatti e Marco Giorgetti. La prima, 67 anni, segnerebbe la maggior continuità con la gestione del Piccolo, avendoci lavorato per trent'anni con Grassi e Strehler prima di essere nominata sovrintendente del San Carlo di Napoli. Calbi è ora sovrintendente dell'Inda (Dramma Antico) di Siracusa ma ha iniziato la carriera a Milano, dov'è stato direttore Spettacolo del Comune di Milano. Fonsatti è musicista, direttore dello Stabile di Torino, vice presidente dell'Agis, membro della consulta per lo spettacolo al Ministero. Giorgetti è direttore generale della Fondazione Teatro della Toscana.

Aveva invece rinunciato Claudio Longhi, attuale direttore di Emilia Romagna Teatro, professore a Bologna, in passato regista assistente di Luca Ronconi e per un decennio docente alla Scuola di Teatro del Piccolo. Ma poi, per superare lo stallo, Carrubba gli aveva chiesto di ripensarci, e lui a settembre aveva dato la sua disponibilità. Ma niente da fare: i rappresentanti della Regione non si sono presentati di nuovo. 

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Il consiglio d'amministrazione è composto da sei membri: Marilena Adamo e Salvatore Carrubba (nominati dal Comune di Milano), Angelo Crespi e Emanuela Carcano (Regione), Marco Accornero (Camera di Commercio) e Andrea Cardamone (Ministero).

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