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Milano, per la riapertura al Museo del Novecento in mostra capolavori mai esposti

Allestiti nuovi percorsi per l'apertura che, se l'andamento della pandemia lo consentirà, dovrebbe avvenire a marzo

Capolavori del secolo scorso mai esposti allestiti in nuovi percorsi. Succede al Museo del Novecento che per la riapertura, che se la Lombardia resta in zona gialla dovrebbe avvenire a marzo, si rinnova e arricchisce con nuove opere d'arte dagli anni '20 agli anni '50.

"Grazie all’accordo di comodato triennale con la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri - scrivono dal Museo - finalmente il grande maestro di Città di Castello riceve il giusto riconoscimento negli spazi museali, con una sala personale nella quale è possibile analizzare il lavoro di Burri in tutte le sue fasi. Accanto al piccolo e prezioso dipinto Muffa del 1952, di proprietà del Museo, saranno esposti cinque capolavori: Combustione 14 del 1957, Ferro SP2 del 1958-59, Rosso Plastica del 1961, Cellotex del 1974 e Cretto Nero e Oro del 1994, oltre al bozzetto per l’opera Lo strappo, del 1952, di proprietà della Fondazione Lucio Fontana e acquistata proprio dall’artista alla Biennale di Venezia dello stesso anno".

Per la prima volta, inoltre, il Museo del Novecento vedrà la presenza del celeberrimo scultore Arnaldo Pomodoro, uno dei più importanti artisti milanesi, le cui opere sono esposte nei musei e nelle piazze di tutto il mondo. Nella sede espositiva milanese saranno visibili La colonna del viaggiatore del 1959 e Sfera n.5 del 1965, grazie al comodato quinquennale della Fondazione Arnaldo Pomodoro.

"L'inizio della collaborazione con la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova - continua il Museo - ha consentito per ora di esporre due lavori fondamentali del maestro, La lotta del 1949 e Rivolta (Inferno) del 1951, opere poco conosciute dal pubblico, ma di enorme valore storico-critico".

Oltre alle grandi fondazioni, anche archivi e collezionisti privati hanno prestato a lungo termine o donato le proprie opere d'arte. In questo modo il percorso espositivo del Museo milanese si è arricchito di curiosi confronti estetici e raffinate interpretazioni storico-artistiche, grazie al contributo di Archivio Birolli, Claudia ed Enrico Consolandi, Cosetta Dal Cin, Renzo Limana, Patrizia Pizzinato, Loredana Vaccari e Rizzardo Rizzardi.

"Se nel 2020 il Museo ha festeggiato dieci anni di attività e celebrato i cento anni di acquisizione per pubblica sottoscrizione, del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, il nuovo anno si apre con le migliori prospettive - chiosano dalla sede museale di piazza Duomo - un percorso rinnovato e il progetto di raddoppio degli spazi espositivi con la riconversione della seconda torre dell’Arengario in museo".

A dicembre il comune di Milano aveva ufficialmente pubblicato il bando internazionale per la progettazione di NovecentoPiùCento, nome che è stato dato al secondo Arengario di Piazza Duomo che presto diventerà parte integrante del Museo del Novecento. L'amministrazione ha infatti deciso di riconvertirlo in "spazio museale connettendolo al percorso espositivo del primo Arengario in modo da creare un unico grande complesso dedicato alle arti moderne e contemporanee, il cui standard, per collezioni, spazi espositivi e servizi, lo collochi tra le principali realtà museali italiane e straniere".

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