Cultura

Milano, ecco tutti i ristoranti premiati dalla guida "Ristoranti d’Italia 2018" de L’Espresso

I ristoranti premiati dalla guida sono otto: ecco l'elenco completo

Seta Milano (foto sito web)

Tradizioni orientali mixate con la cultura mediterranea, cucina italiana in chiave moderna e pop. Milano si conferma una città cosmopolita dai gusti raffinati in tema di ristoranti e a certificarlo — pardon: riconfermarlo — è la guida ai ristoranti d'Italia de L'Espresso che proprio quest'anno celebra la sua quarantesima edizione.

All'ombra della Madonnina ci sono otto ristoranti tra le eccellenze della ristorazione italiana. Nessuno dei milanesi, tuttavia, si è guadagnato la miglior fascia di qualità: i cinque cappelli della guida. 

Nel volume, presentato giovedì 19 ottobre a Firenze, sono stati raccolti circa duemila ristoranti di tutta la penisola "scelti fra oltre 200mila insegne". 

Mandarin Oriental Milan - Seta Milano. Quattro cappelli

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Secondo la guida de L'Espresso è il migliore locale di Milano. "Sotto l'occhio attento dell'acclamato chef Antonio Guida - si legge sul sito del locale - il nostro ristorante italiano Seta stellato Michelin è diventato rapidamente una delle mete di ristorazione più ambite di tutta Milano". 

Lo chef rivista le ricette della tradizione con tecniche culinarie creative e propone una vivace versione moderna della classica cucina italiana. Il Seta è situato nella seconda corte dell'hotel Mandarin Oriental, un albergo cinque stelle in zona Brera.  

Berton. Tre Cappelli

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La cucina essenziale ed elegante dello chef si riflette appieno con il locale e il quartiere che lo ospita, Porta Nuova Varesine, avveniristico e moderno. 

"Insolito protagonista all'interno del suo menu - segnala il sito del locale - è il brodo che, nobilitato a piatto vero e proprio, rappresenta la massima sintesi dell’ingrediente principale di ogni piatto". 

Il menu cambia a seconda della disponibilità degli ingredienti proponendo, accanto alla tradizionale carta, una formula "a pranzo" che concilia esigenze di tempo del pubblico e grande qualità.

Contraste Milano. Tre cappelli

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Il locale di Via Giuseppe Meda è gestito da Thomas Piras, Mathias Perdono e Simon Press. "Ci piace provocare e divertire chiunque varchi la soglia di Contraste per fare in modo che, una volta appoggiata l’ultima posata, il nostro ospite si alzi da tavola sorpreso da un’esperienza inattesa.
Abbiamo condiviso per diversi anni un lungo percorso insieme e ci siamo ritrovati nella stessa visione della cucina e nella stessa filosofia di ospitalità".

Cracco. Tre cappelli

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Tra i ristoranti premiati cìè anche il locale di Carlo Cracco. "La cucina — si legge sul sito del locale —, rivisita i piatti della cucina tradizionale milanese proponendoli in una chiave contemporanea, combinando i sapori e giocando sui contrasti".

"La creatività e la raffinatezza della cucina sono amplificate da una cantina di alto livello che mette a disposizione dei clienti circa 2.000 etichette selezionate tra le migliori presenti sul mercato mondiale".

D’O Cornaredo. Tre cappelli

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Anche il ristorante di Davide Oldani è stato premiato dalla guida. Da D’O, naturalmente, a farla da padrone è la filosofia “pop” di Oldani, riassunta dalla sua convinzione, che si legge anche sul sito del locale: “Siamo cuochi, mettiamocelo in testa. Il nostro compito è nutrire, nel modo migliore che possiamo e facendo sì che chi è seduto alla nostra tavola si senta benvenuto e accudito e torni a casa felice per come ha mangiato”. 

“La mia cucina pop - spiega lo chef stellato - è nata dal desiderio di amalgamare l’essenziale con il ben fatto, il buono con l’accessibile, l’innovazione con la tradizione. Sono convinto che la grande cucina italiana sia grande anche per la possibilità che offre di essere costantemente reinterpretata: io l’ho fatto con semplicità, dando valore a tutti gli ingredienti e facendo della stagionalità e dell’alta qualità dei prodotti due punti fermi”. 

Enrico Bartolini Mudec. Tre cappelli

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Il ristorante di via Tortona di Enrico Bartolini si è guadagnato tre cappelli nella guida Espresso. "L’intraprendenza, la ricerca, l’innovazione, la perseveranza e l’equilibrio che fanno parte del nostro DNA, ben si riflettono nella nostra cucina definita Contemporary Classic — spiega lo chef sul suo sito —. Il nostro ‘motto’ gastronomico BE Contemporary Classic suscita un forte interesse nel mondo del food e non solo; i valori del passato e del presente si fondono per dare vita a nuovi sapori originali e equilibrati". 

Il Luogo di Aimo e Nadia Milano. Tre cappelli

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Il ristorante di via  Raimondo Montecuccoli, con una storia di oltre cinquant'anni, si è guadagnato un posto nella guida dell'Espresso. "Un menu composto di piatti in cui materie prime tra le migliori della nostra penisola si accoppiano a vini selezionati con la stessa cura e lo stesso approccio al territorio e alle persone che caratterizza la scelta dei cibi", si legge sul portale del ristorante.


Lume Milano. Tre cappelli

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La guida ha premiato anche il locale di chef Luigi Taglienti in via Watt. "La mia cucina è istinto e razionalità, la traduzione di un pensiero creativo in tecnica culinaria", precisa lo chef sul suo portale


 

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