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“McCurry non sa niente di Milano”: non merita l’Ambrogino

L’Ambrogino d’Oro è una delle massime onorificenze cittadine. Quest’anno tra i vincitori il fotografo americano Steve McCurry, famoso per i suoi ritratti di bambini provenienti da zone di guerra. Ma non tutti sono contenti di questa scelta, soprattutto i suoi colleghi

L'Ambrogino d’Oro è il nome non ufficiale di una serie di onorificenze che vengono conferite dal Comune di Milano a cittadini che si sono distinti nel loro campo di azione o che hanno operato nell’interesse della città. Il nome di questo premio viene ovviamente dal patrono di Milano Sant’Ambrogio ed è assegnato il 7 dicembre, il giorno dedicato al Santo.

Le categorie di “Ambrogini d’Oro” sono due: la medaglia e l’attestato di civica benemerenza. Ogni anno vengono assegnate un massimo di 30 medaglie d’oro e non più di 40 attestati. La scelta della persone che dovrà essere insignita dei premi è fatta dall’ufficio di presidenza del Consiglio Comunale e il sindaco ha potere di veto sulle candidature.

Quest’anno uno dei premiati è Steve McCurry, fotografo americano famoso per i suoi ritratti di bambini provenienti da zone di guerra. La scelta non ha fatto molto contenti gli esperti del settore fotografico.

Ci siamo fatti spiegare da Giuliana Scimè, storica e critico della fotografia, il perché.
 
Lei non è d’accordo con l’assegnazione dell’Ambrogino d’Oro al fotografo americano McCurry, come mai?


Non sono soltanto io e i fotografi milanesi a non gradire questa scelta, ma abbiamo ricevuto attestati di solidarietà anche dall’estero. Steve McCurry è un fotografo bravo come ce ne sono centomila al mondo, ma non è assolutamente un genio.

Per di più l’Ambrogino d’Oro, recita lo statuto dell’assegnazione del premio, dovrebbe essere dato alle personalità che hanno fatto qualcosa di importante per Milano: McCurry non ha mai fatto nulla per la città e non è mai stato qui, se non probabilmente in occasione di questo premio.

Tanto per fare dei nomi importanti Avedon, Cartier-Bresson, e l’italianissimo Giampaolo Barbieri hanno avute dedicate delle mostre molto importanti a Palazzo Reale, ma nessuno di loro ha ricevuto nessun riconoscimento dalla città.

Lei contesta anche l’affermazione del sindaco secondo cui quella che inizia a Novembre a Milano è la prima personale italiana del fotografo. Dove ha già esposto?

La stessa identica mostra, con lo stesso titolo, è stata presentata nel 2006 a Lucca all’interno del Lucca Digital Photo Festival e in quell’occasione McCurry ha ricevuto anche il premio alla carriera.

McCurry disconosce, in primis, un’onorificenza importante come quella di Lucca e il Comune di Milano dimostra di non essersi nemmeno informato. E’ chiaro che lui stesso non lo ha detto, però di ogni individuo esiste un curriculum.

A McCurry sarà anche affidato il compito di fare un reportage fotografico della città di Milano che verrà trasformato in un volume promozionale. Cosa ne pensa?


Quest’uomo non è mai stato a Milano veramente, non conosce la città. Verrà qua quando l’onorificenza sarà assegnata. E tutti i fotografi milanesi che hanno fatto centinaia e centinaia di fotografie  eccezionali della città? Io questa operazione non la capisco: è estremamente scorretta.

Chi nel campo della fotografia, si sarebbe meritato questo premio, secondo lei?

Sicuramente all’agenzia Grazia Neri e alla persona di Grazia Neri, che è nota internazionalmente e opera nel campo della fotografia da 40 anni. Per non parlare di due che hanno lavorato molto su Milano, anche nel campo del foto-gionalismo: Giorgio Lotti, fotografo di Epoca fino a quando è esistito e Gianni Berengo Guardin, che non è milanese di nascita, ma comunque ha lavorato moltissimo qui. Si tratta di gente che ha una prestigio internazionale spaventoso e andiamo a premiare McCurry.
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