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Cultura

Lissner nella sua Parigi, il successore alla Scala nel 2013

Il francese terrà l'incarico di sovrintendente fino all'Expo, nel frattempo andrà scelto il nome del successore. Sindacati preoccupati

Deve tutto a Parigi, Stephane Lissner. Innanzitutto perché vi è nato, nel 1953, cresciuto e formato al prestigioso liceo Enrico IV. E perché nella sua città ha compiuto i primi passi nel mondo della musica e del teatro. Il suo è un ritorno a casa, nella forma e nel ruolo più prestigiosi: sostituirà il suo coetaneo Nicolas Joel al timone dell'Opéra National de Paris, l'ente dipendente dal ministero della cultura che governa la celeberrima Opéra Garnier e la più recente (e avveniristica) Opéra Bastille. La sostituzione avverrà nel 2015, dopo l'Expo, ma fino ad allora Lissner viaggerà molto tra Parigi e Milano.

Qualcuno potrebbe pensare che tutto ciò abbia a che fare con il taglio dello stipendio, ma non è così. Quando arriva un'offerta da un'istituzione così prestigiosa come l'Opéra parigina, non si può rifiutare. Soprattutto se è la tua città d'origine. E del resto il "successo milanese" per Lissner è ormai realizzato: la Scala nel 2012 ha conquistato quell'autonomia che aspettava da cent'anni, avrà mani più libere e potrà legarsi anche a sponsor privati: corre voce ci sia già un soggetto interessato, ma bocche cucite sull'identità. Ci sono debiti da ripianare (le ultime conferme parlano di 4 milioni di euro) e gli enti pubblici sono con l'acqua alla gola. Soprattutto quando si parla di finanziare la cultura, che (in Italia) non porta voti.

Il raddoppio dell'incasso (30 milioni nel 2011, 15 milioni nel 2004) è un altro successo di Lissner. In anni di taglio costante del Fus, senza questa performance la Scala sarebbe stata una pessima gatta da pelare per la politica, perché chiudere la Scala non si può, ma salvarla avrebbe avuto un costo estremamente alto. E la fiducia in Barenboim: un direttore artistico (dal 2011 ufficialmente, ma di fatto da prima) che si è dimostrato all'altezza di predecessori davvero illustri e del teatro milanese.

IL NUOVO SOVRINTENDENTE - In tutto questo, Milano si trova a dover scegliere abbastanza in fretta il nome del successore. Ora è presto, ma nel 2013 occorrerà almeno avere chiaro un profilo e anche un nome verso la fine dell'anno. Le stagioni ormai si programmano con largo anticipo (l'Opéra di Parigi, per esempio, fino al 2015 è già pronta) e non bisogna correre il rischio di arrivare impreparati alla doppia scadenza: quella di Lissner, ma anche (nel 2016) del direttore musicale Barenboim. Lo stesso Lissner ha affermato che "anticipare il nome del mio successore potrà assicurare di più la stabilità del teatro". Un toto-nomi adesso è eccessivamente anticipatorio. Circolano però già i nomi di Salvatore Nastasi, plenipotenziario per lo spettacolo dal vivo al ministero, e di Gerald Mortier dal Real di Madrid. Nastasi ha il vantaggio di essere italiano e, secondo qualche rumor, potrebbe presto essere sostituito nel suo ruolo a Roma.

I SINDACATI - Molto preoccupati sono i sindacati che rappresentano i lavoratori della Scala."C'è bisogno di un sovrintendente a tempo pieno", dice Domenico Dentoni, Uil. La preoccupazione riguarda proprio l'immediato: cioè il triennio 2012-2015 in cui Lissner oltre a continuare a guidare la Scala co-gestirà l'Opéra parigina in vista della successione.

 

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