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Mio padre, il re Mida al contrario

"Alle 8.03 della mattina del 4 settembre 2019, mia madre mi telefonò per dirmi che mio padre si era suicidato". Comincia così la storia di Francesco Mazza, milanese, autore televisivo e figlio del dentista di Berlusconi; un viaggio forte, potente e acuto in 30 anni di berlusconismo, nell'intreccio tra la Milano dello yuppismo e le drammatiche vicende famigliari

Mogli, figli, amanti, soci, fratelli. Mio padre era stato una specie di Re Mida al contrario: qualunque cosa toccasse, la trasformava in merda. 
Era tempo di cambiare l’andazzo, anche se solo post mortem. 
Rassicurai l’attrice, garantendole che ce la saremmo sbrigata in un paio di ore e poi sarebbe stata libera di partire alla volta di Milano e del circolino del tennis, in tempo per l’inizio del primo game. 
Poi mi voltai verso il giovane direttore della fotografia. Dissi "roll camera" ovvero motore, dissi "action" ovvero azione. 
Come se non fosse successo niente. 

La generazione di quelli della mia età, quelli cresciuti davanti a Bim Bum Bam, che non si ricordano del Mundial di Paolo Rossi ma hanno pianto per il rigore sbagliato da Baggio a USA 94, è una  generazione di perdenti senza colpa. Perdenti, perchè siamo la prima generazione a essere più povera di quella precedente nella Storia del capitalismo moderno; senza colpa perchè se Giorgio Gaber cantava che la sua generazione aveva perso la nostra invece non ha neppure avuto l’opportunità di giocare, perchè quella di prima si è portata via pure il pallone. 

Siamo cresciuti in un mondo strutturato in un modo, elaborando sogni e aspettative, ma una volta diventati adulti ci siamo accorti che il mondo era cambiato: solo che noi eravamo rimasti gli stessi. La qualità del nostro lavoro, del nostro impegno, della nostra passione non sono mai state in causa: tutte le volte che ci hanno risposto “non ci sono soldi” o “non ci sono spazi” non è mai dipeso da noi, ma da un futuro che invece di darci le macchine volanti di Ritorno al Futuro ci ha dato i riders di Uber Eat.

Nel mio romanzo autobiografico “Il veleno nella coda” racconto i miei tanti fallimenti, alternati a brevi quanto effimere vittorie. Pur nella particolarità del contest - la giovinezza nella Milano furiosa degli anni ’90 tra graffiti e occupazioni, la redazione di Michele Santoro, di Striscia la Notizia e poi di Charlie Hebdo, gli anni a New York e quelli da creator di Estremi Rimedi, passando per gli incontri ad Arcore con Silvio Berlusconi fino al suicidio di mio padre - credo che la mia storia sia una storia in cui molti finiranno col riconoscersi, e magari sentirsi meno soli.

Io, almeno, l’ho scritto per questo. 

* Francesco Francio Mazza è milanese e autore di programmi tv, reportage, cortometraggi e creator con gli "Estremi rimedi". 'II Veleno nella coda' è il suo primo romanzo ed è acquistabile qui.

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