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Domenica, 14 Aprile 2024
Dossier Sanità smontata

Con 82 euro ho saltato la coda in ospedale

Gli appuntamenti “nascosti” che riducono l'attesa a 24 ore. Così il portale prenotazioni della Regione favorisce la sanità privata

Non ci vuole molto per saltare la coda in ospedale. E ridurre così l'attesa di un esame da quattro mesi ad appena ventiquattro ore. A Milano, in tutta la sua area metropolitana e in provincia di Monza e Brianza, che già da sole fanno oltre quattro milioni di abitanti, bastano da 41 a 82 euro. Cifra, quest'ultima, che per lavoratori precari, disoccupati e pensionati comunque non è poco: equivale infatti al 15 per cento di una pensione minima e al 21 per cento del reddito di cittadinanza di un single. Nel caso di più esami, insomma, sarebbe un salasso. Non si tratta però di corruzione: è un legalissimo sistema ormai diffuso in Lombardia, dove dal portale per le prenotazioni – altra brutta scoperta della nostra inchiesta – è praticamente scomparsa la sanità pubblica. Mettetevi comodi, che vi racconto come sia facile farsi spolpare il portafoglio, per ottenere una prestazione che dovrebbe essere già coperta dal servizio sanitario nazionale.

Funziona così. Il portale della Regione vi informa che l'appuntamento ricercato è disponibile nel giro di poche ore o pochi giorni in un ente privato convenzionato. Quindi dovrebbe essere gratuito. Una volta inseriti i dati del paziente e il numero della ricetta, però, non appare la conferma della prenotazione. Una ulteriore schermata rimanda invece al 2023. Non resta che contattare direttamente l'ambulatorio privato che risultava disponibile. E qui una segretaria, sempre gentile, vi avverte che con il servizio sanitario nazionale non prendono più appuntamenti fino al prossimo anno. Ma che se pagate, con la suadente formula chiamata “privato agevolato”, il posto c'è, eccome. Già il giorno dopo.

Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Lombardia (foto Ansa)

Ma non erano convenzionati con la Regione? E come è possibile che il portale pubblico, pagato dai cittadini lombardi, serva a inviare pazienti alla sanità privata? Ecco la cronaca di come si diventa un privato agevolato. Cioè un paziente sì agevolato, ma privato di 82 euro. Per un esame che doveva essere gratis. In questo viaggio nella sanità lombarda, da pochi giorni affidata al neo assessore al Welfare, Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile, seguiremo le disavventure di una ricetta per la richiesta di una semplice ecografia.

Il lusso del medico 

Si parte dal medico di base. E già qui, lo so, avere il proprio medico di famiglia oggi in Lombardia è un lusso o un'eredità dell'epoca pre-covid. Nel nostro caso, il dottore ha rilasciato la prescrizione elettronica per l'ecografia di un arto. Non dico di più, per rispetto della privacy. Il paziente infatti non sono io, ma un amico di 80 anni con pensione minima che dopo aver passato ore al telefono sempre in attesa al numero verde regionale o essere stato rimbalzato a data da destinarsi da vari sportelli, si è perso, si è arreso e ha chiesto aiuto. “Con le prenotazioni per i vaccini anti covid, funziona tutto alla perfezione: c'è il sito Internet della Regione”, gli dico fiducioso. “Se non sono riuscito con il telefono né di persona – risponde lui rassegnato – figuriamoci con il computer”.

Il portale delle prenotazioni online della Regione Lombardia

La richiesta del medico, per precedenti patologie, prevede l'esecuzione dell'esame secondo la priorità D: quindi entro 60 giorni. L'aspirante paziente si era già presentato al centro prenotazioni dell'ospedale di Monza e di alcuni laboratori convenzionati. E lì ha scoperto che la priorità D è in realtà una fregatura: “Poiché non possiamo fissarle l'appuntamento entro i sessanta giorni – gli hanno detto – lei deve prima tornare dal suo medico e farsi rifare una ricetta senza priorità. Così com'è, non possiamo procedere con la prenotazione. Ci serve il nuovo codice”.

Ma a questo punto, piuttosto che arrendersi all'incredibile burocrazia e prendere un nuovo appuntamento con il dottore, lo convinco a incamminarsi lungo le vie telematiche. Quindi, con me accanto a fargli da guida, ecco il paziente respinto ora seduto davanti al computer. Il primo passo, sul portale della Regione, si chiama “Gestisci prenotazioni”. Riquadro in alto a sinistra: “Puoi prenotare visite o esami specialistici, visualizzare gli appuntamenti, pagare il ticket, ristampare il promemoria, spostare o annullare gli appuntamenti”, promette l'avviso.

Addio salute gratis

Le due schermate successive chiedono l'inserimento e la conferma dei dati del paziente e della ricetta. Ma la risposta è a quattro mesi. La prima data disponibile è infatti il 2 marzo 2023, in uno studio radiologico privato convenzionato a Seregno, in provincia di Monza e Brianza: ben 112 giorni dopo la richiesta di appuntamento, 52 giorni oltre il termine previsto dal codice D. E la priorità indicata dal medico? Proviamo allora un'altra strada. Il riquadro che finalmente potrebbe darci un appuntamento in tempi ragionevoli è in basso a destra: “Consulta disponibilità”.

Il portale prenotazioni della Regione invia i pazienti a centri privati convenzionati-3

Un testo di quattro righe avverte però che questa via non è poi così sicura: “La funzionalità presenta una lista di disponibilità che sono da considerare date indicative di possibili appuntamenti”. Eppure un calendario di solito ha giorni certi: dopo ogni 20 novembre, arriva sempre il 21. Ma non è così nel caotico mondo della sanità post pandemica. Proviamo quindi a cercare il “possibile appuntamento”.

Si seleziona prima il tipo di esame. Poi l'Ats, l'azienda di tutela della salute. Immaginando lunghe code a Milano, per comodità del paziente scegliamo Ats della Brianza, che può contare su almeno tre grandi ospedali: Monza, Desio e Vimercate, dove molti milanesi della città metropolitana già vanno a farsi curare, sperando in una riduzione delle attese. Le prime disponibilità devono essere scartate, poiché prevedono ricette con priorità U (urgente) e B (prestazione entro 10 giorni). E qui arriva la prima sorpresa: su 11 schermate, 5 date disponibili per schermata, dunque 55 possibili appuntamenti, ben 54 inviano i pazienti a strutture private, dalle suore misericordine ai laboratori con sigle da fantascienza. La sanità pubblica è praticamente scomparsa dalle prenotazioni.

Chi paga passa

Le date vanno dal 10 novembre al 23 dicembre 2022. La prima accessibile con priorità D è per martedì 22 novembre in un laboratorio privato di Lesmo in Brianza, 24 chilometri a nord di Milano. “Ci siamo”, commenta con un sorriso l'amico da ecografare. Rimangono da inserire il nome e il numero della ricetta. Lascio a lui il piacere di cliccare “conferma”. Dopo alcuni istanti di attesa davanti a una specie di spirale ipnotica, appare la seconda spiacevole sorpresa: si torna a marzo 2023. E la disponibilità del 22 novembre? “Forse è un last-minute di qualcuno che ha rinunciato e non è stato ancora inserito nel portale prenotazioni. Proviamo a telefonare al laboratorio”, conclude giustamente l'aspirante paziente.

Fino 200 euro per un medico generico

Mancano pochi minuti alla chiusura. La risposta è immediata. “Il 22 novembre? Ma è impossibile, con il sistema sanitario non prendiamo più prenotazioni fino alla fine dell'anno. Mi spiace, è tutto pieno”, spiega una segretaria. Ma il portale della Regione mostra anche altre disponibilità a novembre, non solo il 22. “Non so cosa facciano in Regione. Noi prendiamo appuntamenti, se vuole, con il privato agevolato in questo momento, ma non con il sistema sanitario”, continua lei. Ormai disperato, il nostro paziente decide di avere pazientato abbastanza: “E va bene, quanto costerebbe come privato?”. “Non me ne occupo io. Le passo il numero della collega. Attenda”. Alla fine sono 82 euro e appena sette giorni di attesa. Stesso indirizzo, stessa regione, stesso sistema sanitario.

Perché si aspetta così tanto per una visita

Sarà un'eccezione o la regola? Lasciata la casa del paziente agevolato, ma privato di una parte della sua pensione, vale la pena riprovare. Giusto per una verifica. Prima con lo stesso laboratorio, chiedendo lo stesso tipo di ecografia. Nelle prime undici schermate del portale regionale, appaiono infatti 12 date disponibili a Lesmo: 5 con codice urgente, 5 entro 10 giorni e 2 con codice P, senza particolari priorità. Una data disponibile con codice P è il 22 dicembre 2022. Questa la risposta al telefono: “Con il sistema sanitario o con il privato agevolato?”, chiede la segretaria. Sistema sanitario. “Se lo fa vedere il portale bene, ma io non li ho fino ad aprile, personalmente. Ci sono dei posti che noi riserviamo proprio al portale, ma io non ho posto qua fino ad aprile. Non ho proprio posto, perché abbiamo terminato tutte le disponibilità”. E se è urgente, c'è solo a pagamento? “Deve chiamare le colleghe al piano di sopra se lo vuole fare in forma privata. Le devo lasciare il numero...”.

Venga già domani

Anche a un quarto d'ora di superstrada dalla periferia di Milano un laboratorio privato di Muggiò, vicino a Monza, offre 5 date disponibili senza alcuna priorità, sulle 55 mostrate dal sito regionale. Sono comprese tra il 9 e il 15 dicembre 2022.

Buongiorno, dovrei prenotare un'ecografia, ho visto sul portale della Regione che avreste disponibilità il 9 dicembre. “Allora lei lo vede, però se vede non riesce a prenotarlo, perché non ho disponibilità accessibili con il sistema sanitario – risponde testualmente una gentilissima segretaria –. Io in questo momento ho solo dei privati agevolati. L'ecografia dove la dovrebbe fare?”. Alla spalla, dico a caso. “Privato agevolato sono 41 euro anziché 31,90 del ticket”. Come mai appare la disponibilità gratuita sul portale della Regione? “Non lo so, perché noi non abbiamo dato disponibilità. Mi sa che non riesce ad andare avanti con la prenotazione”. E quando andremmo con la disponibilità a pagamento? “La prima ce l'ho domani alle 16.45, altrimenti settimana prossima”. Ma con il sistema sanitario? “A gennaio. Dopo il 20 più o meno. Nel caso però, con la priorità D, sarebbe da rifare la ricetta”. Mentre da privato non bisogna rifare nulla: quindi quanto viene alla fine? “41 euro, anziché 31,90 del ticket. Se richiama per confermare, le do solo un consiglio: specifichi privato agevolato, perché altrimenti il privato puro è molto più alto. È un accordo che abbiamo adesso, fino alla fine dell'anno con la direzione”.

Forse sarebbe andata meglio a Milano. Ma non troppo. Su un campione di 55 date disponibili per lo stesso tipo di ecografia, soltanto 10 sarebbero garantite da ospedali o enti pubblici, ma solo per priorità urgenti o entro i dieci giorni. Il resto degli appuntamenti viene indirizzato a centri privati. E le date sono sempre ballerine. Una prestazione offerta dal portale della Regione per il 14 novembre al poliambulatorio pubblico Rugabella, dieci minuti a piedi dal Duomo, in realtà non si può avere prima del 19 dicembre 2022. È però un'eccezione dovuta forse a una rinuncia. Poi si va alla seconda metà di gennaio 2023. Ma a Milano perfino i privati sono in difficoltà con le date.Le prime date disponibili per un'ecografia con il servizio sanitario nazionaleSecondo il portale della Regione, all'interno dell'Ats della Città metropolitana, il primo appuntamento per una ricetta con priorità D o P è infatti disponibile entro 24 ore in un laboratorio privato vicino a piazzale Brescia. Ma la segretaria al telefono non sa nulla. Si consulta con alcuni colleghi. “A noi non risulta – risponde poco dopo –. Non abbiamo proprio posto. Non abbiamo più disponibilità ormai, dobbiamo aspettare l'agenda nuova. Si potrà prenotare con l'anno nuovo. Sia con il servizio sanitario nazionale che ovviamente a pagamento”. E da voi a pagamento, quanto verrebbe? “Per l'ecografia che richiede, a tariffa agevolata, sono 45 euro. Ma bisogna chiamare all'inizio dell'anno, quando avremo le agende nuove. Se no provi a telefonare al numero verde”. E con il numero di prenotazione regionale, il viaggio della nostra ricetta ricomincerebbe daccapo. Se fosse una gara, potremmo concludere che vince la sanità privata: Muggiò con appena 24 ore di attesa a 41 euro di costo, Lesmo con sette giorni a 82 euro. La morale della storia di questa sospirata ecografia è comunque un'altra: nonostante i mesi di pazienza per un esame, se noi cittadini ripaghiamo ciò che abbiamo già pagato con le nostre tasse, l'appuntamento alla fine salta fuori. Ma secondo voi, tutto questo è giusto?

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