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Coda da Abercrombie a Milano

Coda da Abercrombie a Milano

Discriminazione dei lavoratori, Abercrombie condannata a reintegrare

Il caso di un ragazzo licenziato al compimento dei 26 anni, dopo che svolgeva un lavoro di fatto part-time ma ufficialmente "a chiamata"

Condannata Abercrombie Fitch Italia per discriminazione dei lavoratori più giovani. La sentenza è arrivata dalla corte d'appello di Milano: un lavoratore di 27 anni dovrà essere reintegrato in azienda e riceverà 14.450 euro di risarcimento del danno. La vicenda era sorta quando il giovane era stato licenziato dopo avere compiuto 26 anni: di qui la discriminazione sull'età.

Secondo quanto ricostruito dal giudice Laura Curcio, Abercrombie aveva assunto il giovane nel 2010 con un contratto a chiamata, in virtù del quale il lavoratore deve rendersi disponibile su richiesta del datore di lavoro, con caratteri di discontinuità e intermittenza: in realtà, però, il neo-assunto svolgeva di fatto un lavoro a tempo determinato con orario part time. Poi, quando ha compiuto 26 anni, lo ha licenziato. Abercrombie - si legge nel dispositivo della sentenza - è stata condannata per avere "assunto il ricorrente in forza della sola età anagrafica".

Il reintegro dovrà essere effettuato con la stessa formula de facto con cui il giovane lavorava presso l'azienda, ovvero - si legge sempre nella sentenza - "un rapporto di lavoro subordinato ordinario con inquadramento quarto livello Ccnl commercio e orario part-time".

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