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"Cervelli in fuga", Milano prepara il "rimpatrio"

"Welcome Talents", dalla prossima estate, sarà il portale di Palazzo Marino per "l'accoglienza" dei talenti che decidono di tornare in Italia. Il 40% a Milano

Milano si prepara ad accogliere il ritorno dall’estero dei suoi cervelli in fuga. “Prima dell’estate inaugureremo il nuovo sportello Welcome Talent!, un portale virtuale e reale in cui i ‘talenti’ che approderanno a Milano potranno trovare informazioni, servizi e accompagnamento nella vita cittadina senza perdite di tempo. Secondo i dati attualmente disponibili, oltre il 40% di coloro che tornano in Italia arrivano a Milano. Welcome Talent! sarà anche il luogo di raccolta delle diverse iniziative di rilancio del profilo internazionale della città, costruite anche con la collaborazione del sistema universitario, come il progetto Summer School”.

Lo ha annunciato lunedì l’assessore comunale all'Università Cristina Tajani nell’ambito della conferenza stampa progetto “Italents-Controesodo”, organizzata dai deputati Alessia Mosca e Guglielmo Vaccaro, tra i principali promotori della legge “Controesodo” n. 238/2010 (i cui benefici, grazie all’emendamento presentato al decreto “Milleproroghe”, sono estesi anche a coloro che sono partiti dopo il 20 gennaio 2009), e Alessandro Rosina, docente di Demografia all’Università Cattolica e Presidente dell’Associazione Italents.

Durante la conferenza stampa sono stati diffusi i primi dati relativi al sondaggio condotto da Italents e Comune di Milano, cui hanno risposto 1.200 “cervelli in fuga” all’estero e ad altri 200 già rientrati in Italia. Sui 1.200 attualmente all’estero, sono 229 i milanesi e 29 quelli provenienti dalla nostra Provincia. Sui 200 che sono ritornati a lavorare in Italia, oltre il 40% è attivo a Milano.

Alessandro Rosina, Presidente di Italents, ha reso noti i primi dati dell’indagine: “Il 17,17% di coloro che hanno risposto al nostro sondaggio hanno scelto di trasferirsi in Gran Bretagna e il 9,27% negli Stati Uniti. Un “espatriato” su tre pensa di tornare, mentre per il 55,4% è una possibilità che non escludono del tutto. Sono, dunque, complessivamente molti gli italiani pronti a prendere in considerazione un rientro in Italia e la maggioranza sono giovani: oltre il 45% degli under 30, a fronte del 20% tra gli over 40. Di assoluta rilevanza, infine, sono le risposte sui motivi per cui i giovani lasciano il nostro Paese: oltre l’80% critica la mancanza di meritocrazia e di trasparenza negli avanzamenti di carriera e il non poter disporre di strumenti adeguati per svolgere al meglio il proprio lavoro. Solo in ultima posizione il sistema del welfare, subito dietro la stabilità lavorativa”.

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