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Lunedì, 29 Novembre 2021
Economia

Etihad, il matrimonio con Alitalia sacrifica Malpensa?

Voci sul ridimensionamento dello scalo di Varese, che sarebbe sacrificato a favore di Linate

Scoppia il caso Malpensa nella trattativa che porterà Etihad a controllare Alitalia. Due in realtà le notizie che si sono diffuse martedì 3 giugno. Il futuro dell'aeroporto varesino da un lato, e dall'altro quello dei lavoratori. Sul fronte occupazione, il ministro del lavoro Poletti ha parlato di circa 2.500 esuberi, anche se ha pure precisato che è presto per parlare di cifre definitive. I sindacati, naturalmente, non l'hanno presa bene: se Susanna Camusso (leader della Cgil) ha preso tempo ("prima di leggere il piano non parlo"), Mauro Rossi della Filt-Cgil ha chiesto un confronto urgente sul piano.

Sul fronte Malpensa, l'idea di Etihad sembra essere quella di privilegiare Linate, facendo dello scalo di Varese poco più di uno scalo merci. "E' uno dei principali hub del nord", ha protestato il governatore Roberto Maroni: "L'ultimo investimento sono trenta milioni per collegare i due terminal con l'alta velocità". Maroni ha anche evidenziato che negli esuberi andrebbero conteggiati i posti di lavoro che si perderebbero nell'indotto di Malpensa.

"Il territorio non può accettare passi indietro", ha ammonito Raffaele Cattaneo, presidente Ncd del consiglio regionale. E Alessandro Alfieri, segretario regionale del Pd, anche lui varesino come Cattaneo e Maroni, ha chiesto che le istituzioni lombarde lavorino tutte insieme per salvare Malpensa, anche per consentire allo scalo di intercettare i voli business intercontinentali. Anche da Forza Italia arriva un richiamo: se Giovanni Toti è ironico ("Chiudere Malpensa nell'anno di Expo? Complimenti allo stratega!", scrive su Twitter), il senatore Andrea Mandelli è serio: "Non si deve fomentare l'annoso derby Malpensa-Linate: significa aver perso in partenza la sfida del rilancio".

IL PIANO - Etihad sarebbe pronta a investire circa 600 milioni in Alitalia. Naturalmente ad alcune condizioni. Una di queste sarebbe proprio il "ridisegno" del sistema aeroportuale italiano. Non c'è nulla di ufficiale ma le voci di corridoio parlano di un unico grande hub passeggeri italiano, che sarebbe Fiumicino.

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