Economia

La Regione "contro" Airbnb nell'ultima seduta: obbligatorio un codice per ogni appartamento

La decisione dopo un comunicato congiunto tra un esponente della Lega Nord e un'associazione di albergatori

(Foto di Gaia Galeazzi)

Nuova "stretta" sulle case affittate per brevi periodi tramite Airbnb e portali simili. D'ora in poi i proprietari dovranno inserire il Cir (codice identificativo di riferimento) negli annunci. Lo ha stabilito il consiglio regionale della Lombardia, durante l'ultima seduta della consiliatura (si vota il 4 marzo), approvando la legge che introduce quest'obbligo. Il provvedimento era stato presentato da Fabio Rolfi, vice capogruppo della Lega.

Il Cir è un codice che viene fornito dai Comuni quando l'aspirante affittuario invia la comunicazione d'inizio attività. Rendere il Cir obbligatorio negli annunci, secondo i favorevoli, consentirebbe di limitare l'abusivismo e il "nero" nelle case vacanze e negli affitti brevi. «La concorrenza sleale generata verso albergatori, gestori di bed and breakfast e coloro che affittano le case alla luce del sole sta generando un forte squilibrio in questo mercato», commenta Rolfi citando i numeri forniti da Federalberghi secondo cui le case affittate in nero su Airbnb sarebbero 22 mila nell'aprile del 2017 in tutta la Lombardia.

La legge ha avuto il sostegno anche del Partito democratico, «nonostante le criticità che il provvedimento porta con sé», spiega Fabio Pizzul, che però avverte: «I controlli saranno in capo agli enti locali. Quindi occorrerà far sì che i Comuni abbiano risorse e personale a sufficienza».

I proprietari che non rispetteranno la legge, rischieranno multe da 50 euro a 2.500 euro. Da Airbnb e dalle associazioni di proprietari di case arrivano commenti negativi. Come quello di Stefano Bettanin, presidente di Property Managers Italia, che rappresenta e associa più di mille appartamenti in ottantadue città: «La legge presta il campo a una serie di truffe», avverte. «Per esempio alcune strutture potrebbero pubblicizzarsi con il codice di altre».

E per Airbnb «quando la politica non capisce un fenomeno, crea un registro. Eccoci quindi all’ennesimo obbligo burocratico. Oggi hanno perso tutti: gli onesti si troveranno a dover affrontare maggior burocrazia, i furbi continueranno a farla franca riportando codici identificativi fasulli o altrui, le istituzioni affronteranno maggiori oneri per istituire uno strumento che non servirà a niente».

Apam, associazione albergatori di Confcommercio, difende invece la legge: «ci saranno più garanzie - si legge in una nota - per i turisti che avranno un prodotto ricettivo in linea con gli standard indicati dalle legge regionale». E, ancora quando era una semplice proposta di legge, era arrivato (in modo per il vero piuttosto inconsueto) il comunicato congiunto di Lega e Atr (Associazione turismo e ricettività,m che raggruppa 150 albergatori milanesi). «E’ una regola che tutela i consumatori - spiegava il presidente di Atr Rocco Salamone - e che garantirebbe in maniera semplice la verifica della regolarità di un annuncio. In questo modo verrebbe tutelato dalla concorrenza sleale anche chi dà in locazione un appartamento con tutte le carte in regola».

La "guerra" tra albergatori e Airbnb

Ad aprile 2016, durante il Salone del Mobile, fece notizia il fatto che Airbnb stesse sconfiggendo gli alberghi tradizionali nell'offerta di strutture ricettive per gli ospiti in quei giorni a Milano. Un affare da sei milioni di euro in una settimana. Di lì a qualche mese, il consiglio regioanle lombardo approvò un (discusso e discutibile) regolamento per introdurre diverse caratteristiche obbligatorie anche se si affitta in modo occasionale e non imprenditoriale. 

Se alcune richieste sembrano ovvie (come il rispetto delle norme su elettricità, gas e così via), altre appaiono realmente vessatorie. In camera da letto è obbligatorio uno specchio, i fornelli in cucina devono essere almeno due, il frigorifero deve avere capienze minime precise a seconda dei posti letto, sono obbligatorie tre sedute (tra divani e poltrone) in soggiorno e in casa devono esserci un bollitore e sedie aggiuntive per eventuali ospiti oltre alla capienza massima. Obbligatori anche i manuali (in italiano e inglese) degli apparecchi elettrici e le brochure turistiche. 

Tutti requisiti, lo ribadiamo, richiesti anche all'anziana che decidesse di affittare per quindici giorni all'anno una stanza del suo appartamento. Insomma, la guerra tra gli albergatori tradizionali e gli host non è ancora finita.

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