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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Economia

Alitalia, la Cgil si oppone ai trasferimenti forzati

Sedici dipendenti Alitalia di Sesto San Giovanni verranno trasferiti a Roma. La maggior parte però sarà costretta a rifiutare, perché donne con famiglie. La Filt-Cgil insorge: “Una proposta odiosa che colpisce soprattutto le madri e le mogli”

La Cgil, tramite il segretario generale della Filt Lombardia Ninno Cortorillo, denuncia i trasferimenti forzati che Alitalia ha prospettato ad alcuni suoi dipendenti, da Sesto San Giovanni a Roma.

“Sono 16 le persone, quasi tutte donne con famiglia, a cui Alitalia ha prospettato il trasferimento a Roma dalla sede lombarda di Sesto San Giovanni. Una sorta di 'licenziamento forzato' perché tante madri non potranno accettare lo spostamento nella capitale e rischieranno anche di essere licenziate senza poter accedere alla cassa integrazione” ha spiegato Cortorillo. Le persone da trasferire sono state scelte in questi ultimi giorni tramite colloqui.

Interessate a questo possibile trasloco sono soprattutto donne tra i 40 e i 50 anni con famiglia e figli, che molto probabilmente saranno costrette a rinunciare: licenziandosi si perde il diritto alla cassa integrazione.

“Dopo aver tagliato i voli passeggeri dell'80% a Malpensa e del 30% a Linate e aver chiuso l'attività Cargo a Malpensa, pensavamo che si potesse ragionare in termini di ripresa e sviluppo. Anche sugli occupati si doveva ritenere che, aumentando il traffico, si potesse riassorbire una parte del personale” ha proseguito la Filt.

“Di fatto” conclude il segretario “si è fatto finta di dare lavoro a tempo indeterminato e dopo solo 5 mesi si propone un trasferimento mascherato. Una proposta odiosa che colpisce soprattutto donne e madri che dovranno rifiutare il trasferimento, rischiando così di essere licenziate”.
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