Coronavirus, gli artigiani di Milano lanciano un appello: "Riapertura graduale dopo Pasqua"

L'associazione vorrebbe che riaprissero le aziende che consentono di manette una distanza interpersonale di almeno un metro

Una riapertura graduale delle attività a partire da dopo Pasqua o, al massimo, entro la fine del mese. È quanto chiede l'Unione artigiani di Milano e di Monza e Brianza con una nota diramata nella giornata di lunedì 6 aprile. 

L'associazione vorrebbe che riaprissero le aziende che consentono di manette una distanza interpersonale di almeno un metro: "con le opportune precauzioni, adottate anche seguendo protocolli specifici per le diverse situazioni, si deve anche cominciare a consentire la riapertura di botteghe artigiane a monoconduzione come per esempio calzolai, tappezzieri, falegnami, dove non è necessario uno stretto contatto con li cliente. Parrucchieri, acconciatori, estetisti e barbieri potrebbero riaprire, perché per un solo cliente alla volta da ricevere su prenotazione e previa misurazione della temperatura e l’obbligo della mascherina per entrambi, cliente ed operatore".

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Per il segretario generale Marco Accornero "in questa fase di persistente chiusura prudenziale delle gran parte delle attività produttive in Italia il paese sta compromettendo irreparabilmente il proprio futuro e quello delle prossime generazioni. Altri Paesi non hanno completamente fermato il processo produttivo e stanno conquistando quote di mercato a danno delle nostre aziende. La depressione potrebbe produrre effetti assai più devastanti del virus. Naturalmente - prosegue Accornero - resterebbero aperte le attività e i negozi che non hanno mai chiuso come alimentari, farmacie, edicole, tabaccai, pompe di benzina, meccanici, manutentori elettrici ed idraulici. Più complessa la situazione di ristoranti, bar, cinema, teatri, musei e in generale luoghi di aggregazione, piscine, palestre. Certo è che occorre predisporre velocemente protocolli articolati e precisi capaci di consentire un progressivo riavvio delle attività produttive".
 

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