14 gennaio 2012: assemblea con gli ex lavoratori Lares

"Un'azienda con un fatturato di 12 milioni di euro, con ottimi appalti e in salute non può chiudere di punto in bianco": la denuncia di lavoratori e sindacati

L'assemblea degli ex lavoratori Lares

Nell’ottobre 2011 la Lares di Milano, azienda con un fatturato annuo di 12 milioni di euro che opera nel campo della sicurezza non armata, passa di proprietà dal “consorzio gruppo vision” alla Coopservice di Reggio Emilia. Un passaggio importante a detta della stessa dirigenza della Coopservice che nel 2008 dichiarava: "Con la costituzione di Lares attraverso l’acquisizione delle attività del Consorzio Gruppo Vision, uno dei principali operatori presenti sulla piazza di Milano abbiamo creato le condizioni per crescere in un’area di business, quella della sicurezza non armata, in fase di grande espansione, e in un mercato, quello milanese e lombardo, nel quale la nuova società può giocare il ruolo di apripista, anzitutto per la fornitura dell’intero pacchetto dei nostri servizi di vigilanza, ma anche per l’insieme dei servizi offerti dal Gruppo Coopservice. Un ruolo per il quale Lares ha tutte le carte in regola, avendo raccolto il testimone dal Consorzio Gruppo Vision che, in oltre dieci anni di attivitàè riuscito a conquistare la fiducia di clienti di primaria importanza, in virtù della elevata professionalità dei propri addetti, sottoposti ad una costante attività formativa”.

Le attività dei dipendenti ex Lares spaziano dalla Sicurezza non armata, al portierato fiduciario, alla guardiania con unità cinofile ai servizi di call center e quelli di reception. Tantissime attività, ottimi clienti eppure a dicembre 2011 i lavoratori vengono messi alla porta e viene chiusa la Lares, tra mille dubbi e domande degli increduli lavoratori.

Alcuni lavoratori assorbiti in altra società, ma la maggior parte messi letteralmente in strada. Gianfranco Sanna, rappresentante dei lavoratori per il Sindacato SI.N.LA.I – S.I.Cel.: "Un azienda con il giro d’affari della Coopservice non può chiudere una società come la Lares di punto in bianco, avevamo appalti di grande rilevanza e ottimi fatturati, eppure senza il giusto preavviso ci siamo ritrovati alcuni ricollocati in altre aziende, altri senza lavoro e solo con il sussidio di disoccupazione INPS. Non è stato mai nominato un commerciale per cercare nuovi appalti, mai cercato di far crescere la società. Da un fatturato di 12 milioni di euro l’anno in due anni siamo passati ad un tornaconto negativo di 150mila euro annui. Abbiamo avuto l’impressione che esisteva già a priori la volontà di far chiudere la Lares ma non capiamo motivi.Un comportamento strano e un metodo di trattare i lavoratori sicuramente anti-sindacale. Il tutto avvenuto con la complicità dei Sindacati confederali. Ma se credono di averci fatto fuori senza pagare il conto si sbagliano di grosso, noi non intendiamo fermare le nostre lotte, già il 14 saremo in assemblea per decidere le forme di lotta da adottare e avviare le procedure legali per farci riconoscere ciò che ci spetta!”.

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Il 14 gennaio gli ex lavoratori della Lares si riuniranno a Milano per programmare forme di lotta contro la decisione della Coopservice di licenziare i lavoratori. All’assemblea saranno presenti il Segretario Confederale del S.I.Cel.Dario Miccheli, il Responsabile Nazionale del SI.N.LA.I – S.I.Cel. Vincenzo Stravolo, il Dirigente Nazionale del SI.N.LA.I-S.I.Cel. Arturo Stravolo e la responsabile dell’Associazione “Tripla Difesa” Edda Giuberti. Saranno presenti anche forze politiche, probabile la presenza del Segretario Nazionale del Movimento Patria Nostra Valerio Arenare. Nei prossimi giorni Vincenzo Stravolo e Dario Miccheli invieranno una richiesta di convocazione alla Dirigenza della Coopservice e al Prefetto di Milano. “Si prospetta un autunno caldo – dichiara Stravolo – daremo battaglia alla Coopservice finchè non verranno riconosciuti i diritti dei lavoratori. Il licenziamento del 31 dicembre non ha fermato gli ex lavoratori Lares e noi siamo pronti ad attuare tutte le forme di protesta dovute per tutelare i 180 dipendenti della Lares”.

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