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Immagine repertorio

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Milano, il supermercato di via Ferrera diventerà Conad: salvi i posti di lavoro

Il supermercato vestirà l'insegna Conad a partire dal 1° gennaio 2021, non ci sarà nessun licenziamento

Nessuna chiusura per il supermercato Auchan di via Ferrera a Milano (zona Barona). A partire dal 1° gennaio lo store vestirà l’insegna Conad. Il colosso bolognese, come riportato in una nota, si è impegnato a rilanciare il punto vendita che con l’inizio del 2021 sarà gestito — senza nessun taglio del personale — dall’azienda Sgr supermercati.

“Rilanciamo questo punto vendita oggetto di una particolare e positiva attenzione da parte dell’Amministrazione Comunale e delle Istituzioni Civiche Locali per le funzioni di utilità sociale. Dovremo fare una vera e propria corsa contro il tempo per riassortire tutte le referenze dei prodotti Conad, garantendo in questo modo un servizio che colma il disagio che hanno subito i residenti e i cittadini della zona soprattutto in questo periodo molto delicato per tutti, trattandosi anche di un quartiere con un insediamento di popolazione anziana molto elevato — ha commentato Luca Panzavolta l’Amministratore Delegato di Commercianti Indipendenti Associati Conad —. Lavoreremo speditamente nel corso del 2021 per restituire alla collettività uno spazio commerciale completamente ristrutturato e totalmente rinnovato, preservando il posto di lavoro agli addetti che già collaboravano con la precedente catena Auchan”.

“La notizia dell'acquisto del punto vendita da parte del nuovo operatore Conad non può che gratificarci per l’intenso lavoro di mediazione svolto dall’Assessorato in questi mesi che ha permesso di conseguire due importanti risultati — ha spiegato l’assessora alle politiche per il lavoro Cristina Tajani —. In primo luogo la continuità lavorativa per i 35 dipendenti, in contesto economico difficile come quello attuale dettato dall’emergenza Covid che sta mettendo a dura prova le attività commerciali cittadine. In seconda battuta il mantenimento di un presidio economico e sociale indispensabile per la vita quotidiana degli abitanti del quartiere che altrimenti sarebbero stati costretti a rivolgersi a strutture lontane oltre a impoverire ulteriormente i servizi a disposizione della zona”.

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