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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Economia Piazza Duomo

Sempre meno "suk" intorno al Duomo: nuove regole per gli ambulanti

L'obbiettivo è meno "paccottiglia" per Expo. Accanto alla stretta sulle bancarelle di gadget vari, si è deciso di mettere mano anche alle edicole, alle postazioni mobili di ristoro, e ai baracchini dei venditori non vedenti di biglietti della fortuna

Duomo sempre più "pulito". E, in vista di Expo, il tentativo di avere meno bancarelle e di qualità, cancellando l'"effetto suk" così diverso dall'immagine che Milano vorrebbe dare nel mondo. 

Due anni fa la prima ordinanza. Ora un giro di vite entro la prossima primavera. Accanto alla stretta sulle bancarelle di gadget vari, si è deciso di mettere mano anche alle edicole, alle postazioni mobili di ristoro, e ai baracchini dei venditori non vedenti di biglietti della fortuna che, nonostante non siano più i tempi d’oro della Lotteria Italia, rimangono. I punti che vendono i biglietti saranno ammodernati, verranno spostati e ci sarà un maggior controllo da parte dell'Isituto dei ciechi, che verificherà a chi andranno le singole postazioni (sono rimasti in 13). 

«Abbiamo cercato di riportare una situazione straordinaria, ma non nel senso positivo del termine, su un piano ordinario, sia dal punto di vista normativo che del decoro. Questo deve valere sempre, ma averlo fatto in tempo per Expo è un bel segnale», spiega a Repubblica l’assessore al Commercio Franco D’Alfonso, che fa parte del comitato di assessori che da un anno lavora al restyling della piazza. A fine anno il Comune ha stabilito i criteri del bando per assegnare 83 nuove postazioni di vendita e di somministrazione di alimenti e bevande: esclusa la categoria dell’abbigliamento.

Le zone individuate - spiega Repubblica - sono diverse: dalla Darsena a piazza Leonardo da Vinci, fino alle zone periferiche, ai parchi e ai giardini. Il 30 per cento dei nuovi chioschi, è la stima del Comune, corrisponderà a ricollocazioni di bancarelle che, negli ultimi mesi, hanno perso la concessione in pieno centro. In piazza Duomo, tolte le bancarelle (ma non i venditori abusivi di braccialetti, foulard e, ora, 'bracci per selfie') restano i 'duomini', ovvero i venditori di caldarroste d’inverno e cocco e gelati d’estate: tutti quanti, man mano, si sono adeguati alle richieste di Palazzo Marino, sostituendo i vecchi mezzi con altri ecologici e spostandosi per la maggior parte nelle vie che sboccano su corso Vittorio Emanuele e piazza Duomo (tra loro c’è anche chi, fiutata la moda dello street food, ha iniziato a vendere anche pezzi di polenta, oltre alle castagne).

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