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Il mega progetto della Bocconi: ecco il Campus universitario

Presentata la bozza del progetto in Zona 5: entro il 2020 al posto della Centrale del latte nascerà una "città studentesca" con palestra, piscina e parcheggio sotterraneo. Più 900 posti letto

Si alza il sipario sul progetto della Bocconi di costruire un campus universitario, in stile college americano, al posto della ex Centrale del latte. Ebbene: è tutto vero, e gli interventi di "espansione" dell'università commerciale non si fermano qui. Giovedì sera il consigliere delegato della Bocconi, Bruno Pavesi, ne ha illustrata una prima ma dettagliata versione, riscuotendo molti pollici in su - e qualche perplessità - al consiglio di zona 5.

L'ateneo - con il consenso del Comune - estenderà ulteriormente la propria presenza sui 35mila metri quadri dell'ex centrale del latte, con strutture che - ha assicurato Pavesi - daranno "un ritorno" anche a chi abita in zona. I progetti importanti sono tre, e verranno realizzati da quest'anno fino al massimo al 2020. "Avremmo fatto prima, in tempo per Expo, ma la burocrazia non ci ha aiutato".

Il primo riguarda l'ex Centrale del latte, acquistata dalla Bocconi alcuni anni fa: al suo interno sarà costruita una vera e propria cittadella universitaria. Sorgeranno una torre residenziale per studenti da 300 posti letto, un edificio per la Business School e un centro ricreativo che ospiterà varie strutture sportive: una palestra, una piscina da 50 metri, campi da basket e volley, piste di atletica, spogliatoi e - forse - anche un asilo.

Nascerà la "Grande Biblioteca" in via Gobbi da 1600 posti, ci sarà un box sotteraneo da 500 posti auto, e in superficie un "polmone verde" di 22mila metri quadri sui 35mila totali, tutto pedonale. E ai cittadini cosa "torna"? L'utilizzo delle aree ricreative per le scuole e le società sportive, e quello dei parcheggi probabilmente a pagamento: "E' possibile che stabiliamo convenzioni a condizioni molto favorevoli e non di mercato per i milanesi".

Il progetto Bocconi in Zona 5 © Giambertone/MilanoToday

E' già partita la gara internazionale tra architetti italiani e stranieri per aggiudicarsi le costruzioni, che "finirà entro giugno-luglio", ha spiegato Pavesi. Oltre al campus, la Bocconi ristrutturerà l'edificio al Velodromo di piazza Sraffa e i palazzi in viale Isonzo 21/23 e in viale Bligny 22, quest'ultimo da tempo in degrado e in cui vive ancora un solo occupante abusivo. Diventeranno tutti dormitori per studenti: altri 600 posti letto.

Nel complesso positivo il parere del consiglio di Zona per il progetto, ma alcuni si sono domandati se la Bocconi, che opererà totalmente a proprie spese, non si sia trasformata in un'impresa edile. Il delegato dell'ateneo ha risposto: "Non siamo immobiliaristi, non abbiamo intenzione di aumentare il numero di iscritti, che sono 13700. Due terzi dei nostri studenti vengono da fuori Milano, stare in città li aiuta anche nello studio. E per noi questi appartamenti hanno un costo zero: non guadagnamo e non perdiamo".

Da qui al 2019 la Bocconi cambierà volto non solo a se stessa ma anche a un pezzo di Milano. Con una promessa di Pavese: "Il Pane quotidiano - sul lato sud della Centrale, in viale Toscana - non traslocherà".

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