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Martedì, 30 Novembre 2021
Economia

Centrali idroelettriche, il governo rinuncia ad impugnare la legge lombarda

Via libera all'appropriazione della proprietà delle strutture da parte di Regione Lombardia alla scadenza delle concessioni

Il consiglio dei ministri ha deciso di ritirare l'impugnativa alla Corte costituzionale contro la legge regionale della Lombardia n 5 del 2000 che disciplina la riassegnazione delle concessioni delle 'grandi derivazioni idroelettriche'. Le concessioni scadute ad oggi in regione sono venti mentre altre quaranta scadranno entro il 2029. 

"L'aspetto fondamentale della legge regionale - spiegano il presidente della Regione Attilio Fontana e l'assessore alle risorse energetiche Massimo Sertori - è rappresentato dal patrimonio, costituito dalla diga e dai cosiddetti 'beni bagnati', che, a concessione scaduta, diventano della Regione e non più dello Stato. La stessa Regione riassegnerà le concessioni attraverso una procedura competitiva che terrà conto della progettualità, degli investimenti, delle compensazioni territoriali e ambientali, nonché delle proposte sul valore del canone".

Alla base della normativa regionale, la produzione di energia da fonte rinnovabile con forme di compensazione economico-ambientale nei comprensori dei territori in cui sono presenti queste grandi centrali. Inoltre, prevede che, in casi eccezionali, come ad esempio nei momenti di siccità, la Regione abbia la possibilità di intervenire imponendo le produzioni in determinati periodi ai concessionari per far sì che si possa trovare un equilibrio tra le esigenze agricole e quelle legate all'altezza dei laghi.

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