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Cesano Boscone (Milano): erogati oltre 84mila euro per negozi in difficoltà

L’Ufficio ragioneria ha accreditato direttamente sul conto corrente bancario l’aiuto economico a fondo perduto a favore delle attività commerciali che ne hanno fatto richiesta perché rimaste chiuse durante l’emergenza epidemiologica

L’Ufficio ragioneria del Comune di Cesano Boscone (Milano) ha accreditato nelle scorse ore direttamente sul conto corrente bancario l’aiuto economico a fondo perduto a favore delle attività commerciali che ne hanno fatto richiesta perché rimaste chiuse durante l’emergenza epidemiologica. Potevano avanzare istanza di contributo gli esercizi commerciali escluse gioiellerie, vendita di articoli per la casa, per fumatori comprese le tabaccherie, le agenzie immobiliari e assicurative, i compro oro, i locali per scommesse, ecc.

"Avevamo garantito il contributo prima di Natale - ha dichiarato Salvatore Gattuso, assessore alle Politiche per il commercio - e, anche se abbiamo prorogato la scadenza del bando di qualche giorno per permettere a tutti di partecipare, siamo riusciti a mantenere la promessa erogando complessivamente 84.000 euro".

Sono 87 le domande presentate, ma solo 62 i commercianti che hanno potuto ricevere il contributo: 25 richieste non sono state ammesse al fondo. Tra i requisiti del bando era infatti fondamentale l’assenza di debiti nei confronti del Comune, anche se era prevista la possibilità di regolarizzare la propria posizione fiscale prima della presentazione della domanda. "Mi preme ringraziare gli uffici coinvolti - sottolinea il sindaco Simone Negri - per la celerità con cui hanno gestito l'istruttoria e per la competenza con cui hanno approfondito una materia delicata, tanto da rientrare tra gli aiuti di stato. Anche per via di questo e trattandosi di soldi dei cesanesi, ritengo a maggior ragione giusto destinare queste risorse solo ai commercianti in regola con i pagamenti dei tributi comunali. Devo anche aggiungere che ho grandemente apprezzato alcuni che mi hanno espresso la loro volontà di non partecipare al bando perché non hanno ritenuto di aver bisogno di sostegno economico. Stiamo comunque studiando un secondo avviso destinato all'apertura di nuove attività".

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