Economia

Paderno, cinque operai su una piattaforma contro la chiusura della fabbrica

Sono saliti prima su una gru e poi si sono trasferiti su una piattaforma più sicura. Cinque operai della Metalli Preziosi di Paderno Dugnano protestano: “La proprietà vuole chiudere la fabbrica per vendere l’area", che si trova vicino ad Expo

Sono saliti ieri su una cisterna a 30 metri d’altezza, cinque operai della Metalli Preziosi di Paderno Dugnano. Ora i lavoratori si sono trasferiti su una piattaforma sempre a 25 metri l'altezza, abbandonando la cisterna per questioni di sicurezza.

Intanto davanti alla fabbrica, gli operai colleghi dei cinque hanno organizzato un presidio, nel comune dell’hinterland milanese. I lavoratori sono alla ricerca di un compratore per l’azienda per cui lavorano e hanno deciso di passare alle azioni dimostrative per ottenere visibilità per le loro istanze.

“Chiediamo soltanto di poter lavorare in questa azienda e abbiamo tentato anche di costituire una cooperativa, ma i costi sono troppo elevati per un impianto che lavora metalli preziosi come il nostro” spiegano.

Secondo i 251 operai la fabbrica non vuole chiudere per de localizzare, ma “per speculare sul terreno, che dista solo 7 Km dal polo fieristico di Rho-Pero”, dove nel 2015 sorgerà il polo principale dell’Esposizione Universale. La situazione di incertezza per i lavoratori va avanti da 9 mesi e da dicembre hanno percepito solo 1700 di cassa integrazione.

“Non ci sono state pagate né la tredicesima né gli stipendi di dicembre, gennaio, febbraio e marzo". Poi é scattata la cassa integrazione, ma per ora "si sono visti soltanto 1.700 euro, l'equivalente di due mesi di cig. Così non possiamo vivere” hanno concluso i delegati sindacali.

Da questa estate questo è il terzo atto dimostrativo eclatante in Lombardia degli operai nei confronti di delocalizzazione, cassa integrazione e chiusura delle fabbriche, dopo l’Innse e la Esab.

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