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Come diventare giudici popolari: c'è tempo fino a luglio, poi bisogna aspettare il 2023

Chi può chiedere di diventare giudice popolare; tutto quello che c'è da sapere e il compenso per ogni udienza

Ogni anno dispari, dal 1 aprile al 31 luglio, è possibile presentare domanda di iscrizione all'albo dei giudici popolari. Si tratta di una figura che compone, insieme ai giudici togati, le corti d'assise di primo grado e di appello. La richiesta va fatta al sindaco, pertanto è possibile consultare le pagine web del proprio comune di residenza. Nel caso del comune di Milano, il servizio è gestito dall'Ufficio Elettorale e vi si accede via web, via pec, via mail normale, via fax, per posta ordinaria o presentandosi allo sportello di via Messina.

L'iscrizione all'albo non dà automaticamente diritto a diventare giudici popolari. Tra tutti coloro che hanno fatto richiesta viene infatti estratta a sorte una lista. Una volta che gli elenchi sono definitivi, i giudici popolari vengono estratti a sorte per comporre le corti. 

I giudici popolari nominati ricevono un compenso giornaliero stabilito per legge e un rimborso per spese di viaggio se l'ufficio è prestato fuori dal comune di residenza. Attualmente ai giudici popolari spetta un rimborso di 25,82 euro per ogni giorno di effettivo esercizio della funzione. Per i lavoratori autonomi o lavoratori dipendenti senza diritto alla retribuzione nei giorni in cui esercitano la loro funzione, il rimborso è di 51,65 euro per le prime cinquanta sedute e di 56,81 euro per le udienze successive. L'ufficio di giudice popolare è obbligatorio: chi viene chiamato a prestare il servizio e non si presenta senza giustificato motivo è passibile di una multa. 

Infine i requisiti. Si richiede di essere cittadini italiani di buona condotta morale, godere dei diritti civili e politici, avere un'età compresa tra trenta e sessantacinque anni, essere in possesso del titolo di studio di scuola media di primo grado per l'iscrizione all'Albo dei Giudici Popolari di Corte d'Assise (primo grado) e del titolo di studio di scuola media di secondo grado per l'iscrizione all'Albo dei Giudici Popolari di Corte d'Assise d’Appello (secondo grado).

Sono esclusi dall'ufficio di giudice popolare i magistrati e, in generale, i funzionari in attività di servizio appartenenti o addetti all'ordine giudiziario; gli appartenenti a qualsiasi organo di polizia, anche se non dipendente dallo Stato, in attività di servizio; i ministri di qualsiasi culto e i religiosi di ogni ordine e congregazione.

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