“Come risanare il debito pubblico”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

La casa editrice DREAMS ENTERTAINEMENT pubblica un interessante saggio dal titolo "Come risanare il debito publico senza chiedere un euro ai cittadini" di due autori non conosciuti al grande pubblico Giuseppe Catapano, rettore dell Università popolare di Milano e Michele Imperio avvocato,con la passione del giornalismo, attulamente direttore del giornale online "La Notte", gloriosa testa della milano degli anni 70.

Il saggio si pone il problema di come ridurre il debito pubblico e la pressione fiscale in Italia, baypassando il fiscal compact ossia quella imponete misura di tagli alle spese e - forse - di nuove tasse che la Unione Europea ci ha ciestoa partire dal 2015 e per la quale l'Italia come anche altri paesi, dovrebbero versare ogni anno per venti anni circa € 45 miliardi per ridurre l'imponente debito pubblico nazioanledi oltre € 2.000 miliardi.

La soluzione pensata dai due autori è sicuramente originale, ma, se attuata, permetterebbe di baypassare il fiscal compact. In pratica Catapano e Imperio partono da una osservazione empirica,secondo la quale gli stati che hanno sviluppato nel tempo un reddito pro-capite notevolmente superiore a quello degli altri, sono 1. Lussemburgo 2. Singapore, 3.Norvegia, 4. Hong Kong; 5. Svizzera e 6. Principato di Monacoe quindio nazioni di minuscole proporzioni o addirittura delle città-stato come Singapore, Montecarlo e Honk Kong. Peraltro in passato anche il Granducato di Toscana, monarchia di ridoette dimensioni è stato per circa due secoli (dal 400 al 600) la nazione più ricca del mondo per l'enorme sviluppo che ha vuto in eso il settore bancario.

Peraltro le monarchie sono e sono state più ricche delle repubbliche.
Infine molti di questi Stati ricchi non sono propriamente industrializzati ma hanno intensamente sviluppato il settore portuale, quello bancario e quello turistico e addirittura - la Svizzera - anche il settore agricolo.

Partendo da queste empiriche osservazioni lo sforzo degli autori è stato quello di elaborare delle idee che consentirebbero anche all'Italia di perimetrare stati di minuscole dimensioni o piccole città stato per valorizzare le enormi risorse assolutamente inespresse o non adeguatamente valorizzate che il nostro paese possiede nei settori economici potenzialmente più ricchi ossia il settore portuale, quello bancario e quello turistico e senza per questo minare l'unità nazionale.

L'idea è allora quella - assolutamente orginale ma non per questo non attuabile sul piano pratico - di valorizzareanche in Italia un istituto di diritto internazionale già sperimentato con successo in passato per baypassare un'altra deriva storica, la deriva comunista. L'isituto in questione è la cessione temporanea di sovranità di territori di particolare pregio per un determinato numero di anni. Questo istituto contribuì nel 1897 a salvare dalla deriva comunista la città di Honk Kong, già da allora una delle città più ricche del mondo, ch rischiava di esser travolta dal regime comunista. In pratica con appositi trattati internazionali sottoscritti dal presidente della repubblica cinese e da re d'Inghilterra gli abitanti di Honk Kong simularono un passaggio di sovranità per 99 anni della loro cittàdalla Cina alla Gran Bretagna, onde rendere di fatto Honk Kong indipendente per 99 anni. Dopo 99 anni Honk Kong sarebbe tornata come di fatto è poi tornata sotto la sovranità cinese.

L'istituto per un periodo più breve (che gli autori immaginano essere di 49 anni) dovrebbe essere applicato anche in Italia a territori di particolare pregio. Dovrebbe quindi farsi una cessione di sovranità (in realtà una proclamazione di indipendenza) delle nostre regioni frontaliere settentrionali con la Svizzera e con l'Austria (quidi Piemonte settentrionale Lombardia settentrionale e Triveneto sdettentrionale) onde creare in queste regioni dei piccoli Stati autonomi e indipendenti per 49 anni a immagine e somiglianza della Svizzera. E poi creare in territori di particolare pregio turistico disseminati in tutta l'Italia delle piccole monarchie o delle piccole repubbliche, richiamando - se si vuol fare una monarchia - rampolli di case regnanti europee, a immagine e somiglianza del principato di Monaco. Di poi occorre creare in grandi città portuali come potrebbero essere per esempio Genova e Trieste delle città stato - sempre per il periodo limitato di 49 anni - a immagine e somiglianza di Singapore e Honkkong, estendere la Repubblica di San Marino, molto avanti nel settore bancario a tutta la Romagna rendere indipendente la provincia di Potenza onde farle assumere per 49 anni il 100% delle roialty derivanti dall'estrazione del petrolio e altre operazioni ancora di natura geopolitica che si possono leggere nel libro.

Da tutte queste operazioni si otterrebbeinnanzi tutto un otevole aumento del pil nazionale e poi l'azzeramento o comunque la sensibile riduzione del debito pubblico perchè:

  1. la nuove regioni autonome e indipendenti per 49 anni nascono a debito zero possono abbattere la rpesione fiscale e possono caricarsi il rinnovo del debito pubblico nazionale fino a una concorrenza del 40% del loro pil, con ciò, da un lato, esonerando tutte le altre regioni italiane da questo peso e quindi consentendo loro in questa misura di ridurre anche loro la pressione fiscale, dall'altro, spuntando più favorevoli tassi d'interesse sul rinnovo del debito;
  2. le nuove regioni autonome e indipendenti per 49 anni, non avendo sottoscritto il patto di Maastrichnon sono vincolate all'euro e quindi possono emettere da subito nuova moneta, das un alto recuperando la sovranità monetaria, dall'altro potendo praticare in minima misura uan politica monetaria espansiva che darebeb fiato a tutta l'economia nazioanle;

  1. Questa operazione comporta la creazione da subito di due nuove banche centrali una a moneta forte per le regioni frontaliere dell'Italia settentrionale, l'altra a moneta debole per le nuove micro- regioni autonome e indipendenti per 49 anni dell'Italia centro-meridionale. Le banche centrali sono - come è noto - società per azioni private che hanno facoltà di emettere nuova moneta elettronica per ricevere in cambio monte reale maggiorata degli interessi. Gestiscono quindi business di enormi proporzioni. Le azioni di grande valore di queste nuove banche centrali verrebbero cedute a banche che già detengono parte del nostro debito pubblico, in cambio dell'abbattimento di quote de debito pubblico medesimo nella stessa proporzione. Inoltre poichè le nuove regioni autonome e indipendenti per 49 anni possono notevolmente abbassare la propria pressione fiscale esse conoscerebbero un nuovo sviluppo e avrebbero bisogno di nuovi sportelli bancari i cui diritti andrebbero concessi alle stesse banche detentrici del debito pubblico sovrano in cambio di altre risorse da destinare all'abbattimento di quote del debito sovrano stesso.

    4. ai rampolli di case sovrane europee cui verrebbe offerta (in cambio di risorse) la sovranità temporanea per 49 anni di nostri micro-territori di particolare pregio turistico (per esempio San Remo Portofino, Isola d'Elba Arcipelago caprese, una località del lago di Garda, Sicilia e Sardegna) potrebbero essere concessi anche i diritti per aprire case da gioco e altre concessioni statali ancora in cambio di risorse con le quali abbattere ulteriormente il debito pubblico.

  1. dai cinesi ci si potrebbero fare anticipare i diritti per 49 anni dei porti autonomi di grandi città portuali autonome e indipenndeti per 49 anni. E anche con queste risorse si potrebbe abbattere ulteriormente il debito pubblico.

Contemporaneamente le altre regioni italiane non rese indipendenti si devono impegnare ad azionare l'art. 50 del patto di Maastrich e a uscire dall'euro ma non per rientrare nella vecchia lira bensì per fondare nel tempo una nuova moneta unica debole per tutta l'Europa latino-mediterranea (Portogallo Spagna Italia Centro-meridionale, Grecia e Cipro) e una nuova moneta unica forte per l'Italia settentrionale collegata però alla prima per avere condizioni più favorevoli nell'acquisto dall'estero di materie prime.

Al termine dei 49 anni tutte le regioni indipendenti tornerebbero a unificarsi al territorio nazionale come è avvenuto per Honk Kong con due monete una forte per l'Italia settentrionale e una debole, possibilmente unica rispetto alle monete spagnole portoghesi greche e cipriote.

Tutti questi progetti preceduti da un ricco exursusstorico sulla evoluzione della moneta mettono il lettore in condizione di sognare una Italia diversa da quella di oggi, di nuova ricca e opulenta come un tempo, sganciata dalla attuale Unione Europea e inserita al centro di un conteso europeo più limitato quello dell'Europa latino mediterranea, (Portogallo, Spagna Italia, Grecia e Cipor) che diverrebbe così culla mondiale della portualità, del bancario e soprattutto del turismo d'elite a livello internazionale con i tanti principati a immagine e somiglianza di quello di Monaco. Bello a dirsi ma a farsi?

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