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Consiglio fiume: ventiquattro ore per la vendita Sea: nessuno accordo

Falliscono tutte le trattative, i consiglieri fanno la notte a Palazzo Marino. Calise (5stelle): "Giunta non trasparente, poco tempo per decidere". E ci sono liti e battibecchi

Va avanti il Consiglio comunale fiume iniziato alle 14 e 30 di lunedì 14 novembre. Toccate le 24 ore. L'assiste è al lavoro da un giorno intero per l'esame del provvedimento con cui Palazzo Marino metterà all'asta per 385 milioni due pacchetti nelle partecipazioni in Sea e Serravalle, per riequilibrare i conti ed evitare di sforare il patto di stabilità.

Le 24 ore consecutive di seduta sono state interrotte solo una mezz'ora intorno alle 12, per la pausa pranzo: le altre sospensioni, anche notturne, sono state utilizzate per riunioni - rivelatesi vane - per trovare un accordo tra maggioranza e opposizione.

Il clima di contrapposizione resta ancora rovente, soprattutto dopo la decisione del presidente dell'assemblea Basilio Rizzo di contingentare i tempi del dibattito per arrivare al voto in tempi utili perché le procedure di gara si concludano prima della fine del 2011. Da allora il centrodestra ha deciso di astenersi ad ogni votazione, visto che ha già espresso l'intento di rivolgersi a Prefettura e Tar per denunciare le violazioni delle prerogative degli eletti nell' esercizio dei loro diritti in aula.

"I partiti di maggioranza? Anestetizzati dalla giunta". E' il commento a caldo di Carlo Masseroli verso l'ora di cena di ieri, durante le trattative (fallite, almeno fino a notte fonda) sulla delibera Sea-Serravalle.

RABBIA CONTRO CALISE (5 STELLE)

Alle undici e mezza di sera, a mezz'ora dalla chiusura di seduta e con molti emendamenti ancora da valutare, il Pd chiedeva il prolungamento a oltranza fino al mattino di oggi, scatenando una certa bagarre e anche il sarcasmo di Pietro Tatarella, che ha ricordato che alcune consigliere di maggioranza (Marilisa D'Amico e Anna De Censi) avevano recentemente chiesto sedute a orari "più umani" per le donne con figli. "Anch'io - ha detto Tatarella - sono un ragazzo, vivo da solo, devo stirare i vestiti e poi ho un appuntamento a mezzanotte e un minuto", scatenando la rabbia del centrosinistra: "Fate pena!", gli ha urlato Rosario Pantaleo mentre la D'Amico se ne andava stizzita.

Non sono bastate circa due ore di trattativa tra le sette e le nove di ieri sera per far quadrare il cerchio tra maggioranza e opposizione, e nemmeno (su invito del leghista Salvini) un'ulteriore trattativa tra mezzanotte e mezza e la una. In piena notte, alla ripresa dei lavori, Masseroli ha riassunto così l'empasse: "Avevamo fatto tre richieste: aumentare la base d'asta, e ci avete detto di no. Lo stralcio dell'opzione di vendere solo Sea (al 29,75% anziché al 20%). E infine la non concessione al socio acquirente del direttore finanziario, visto che avrebbe già un notevole peso nel cda. Ci avete detto di no, continuiamo con i nostri emendamenti".

Su quest'ultimo punto è intervenuto in aula Pisapia, sottolineando che esiste un emendamento della maggioranza che vincola il nome del direttore finanziario al gradimento del comune. Solo una proposta (della Lega) è stata accolta da Tabacci: la dilazione in due tranches del pagamento del dividendo straordinario di 124 milioni di Sea: la metà nel 2012 e l'altra metà nel 2013. Sulla proposta leghista, però, piccolo "pasticcio" alle quattro di mattina, quando si arriva alla discussione dell'emendamento Rozza-Salvini-Morelli (ma a sola firma Morelli) sostitutivo dei quattro emendamenti-fotocopia leghisti (con aggiunte chieste dalla maggioranza).

Ritirati gli emendamenti iniziali, il Pdl e Fli ritengono non ammissibile il nuovo testo perché introduce novità fuori dal tempo massimo. Il leghista Morelli chiede però un voto politico sulla proposta di dilazione, e il "pasticcio" si risolve con la continuazione della discussione del nuovo emendamento. Sullo sfondo, per il centro-destra, la netta contrarietà al bando, considerato come una svendita sia di Sea sia di Serravalle, e il sospetto che da mesi vi fossero trattative (anche ieri smentite da Pisapia) tra la giunta e il fondo f2i di Vito Gamberale.

Secondo Mattia Calise (Movimento 5 Stelle), anche lui contrario al bando Sea-Serravalle, la giunta non ha operato in piena trasparenza firmando la delibera a soli due giorni dalla discussione in consiglio.

 

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