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Coronavirus, scioperano gli operai metalmeccanici dell'hinterland: "Non siamo sacrificabili"

I lavoratori: "In una situazione di emergenza come questa non si possono usare due pesi e due misure"

Braccia incrociate. Sciopero. Succede in diverse fabbriche di Milano e dell'hinterland dove i lavoratori delle aziende metalmeccaniche hanno deciso di astenersi dal lavoro. Il loro grido è uno solo: "Non siamo sacrificabili".

"In una situazione di emergenza come questa — ha spiegato la Fiom Cgil di Milano in una nota — non si possono usare due pesi e due misure: da una parte i cittadini, cui viene giustamente chiesto di restare a casa per diminuire le possibilità di contagio, dall’altra i lavoratori, in maggioranza operai (quelli che per le mansioni che svolgono non possono utilizzare lo smart working) obbligati a recarsi e restare in azienda, spesso in assenza delle condizioni di sicurezza previste dai decreti".

"Quando la salute è a rischio fermarsi è un atto di grande responsabilità", hanno chiosato i sindacati. "Se non lo capiscono le imprese e le istituzioni lo fanno e lo faranno le lavoratrici e i lavoratori", si legge nella nota della Cgil.

Gli scioperi nell'hinterland

Nella giornata di giovedì hanno scioperato gli operai della Scotsman Ice, azienda di Pogliano Milanese che produce macchinari per la refrigerazione e quelli della Bitron di Cormano (componenti per auto). Venerdì sono scesi in campo i lavoratori della Electrolux di Solaro (700, in maggioranza donne, e con lavoro alla catena), quelli della Lobo di Cornaredo (fabbrica che produce bulloni) e della Tecnomagnete di Lainate. Lunedì incroceranno le braccia i lavoratori della Lear Corporation di Pozzo d’Adda che producono sedili per auto di lusso.

"Ci auguriamo – è il commento di Roberta Turi, segretaria generale della Fiom di Milano – che nell’incontro di oggi tra Governo e sindacati si prendano decisioni che tutelino le lavoratrici e i lavoratori. Non permettiamo a nessuno - tanto meno a chi, come i dirigenti delle associazioni datoriali sta asserragliato in ufficio e invia proclami in teleconferenza - di spiegarci che in questo momento la priorità è produrre lavatrici, bulloni o sedili per la Ferrari e la Lamborghini".

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