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L'indagine

I rincari di energia e materie prime faranno indebitare il 69% delle imprese

Il dato emerge da un sondaggio di Confcommercio presso i propri associati. L'organizzazione attribuisce il tutto alle "conseguenze della guerra in Ucraina"

Più indebitamento per il 69 per cento delle imprese commerciali e del terziario a causa dell'aumento dei prezzi per l'energia. Lo rivela uno studio di Confcommercio Milano, Monza e Lodi in seguito ad una indagine presso i propri associati, con un questionario a cui hanno risposto 767 imprese, di cui otto su dieci di Milano e città metropolitana. Il questionario s'intitola "Conseguenze impatto guerra in Ucraina", anche se alcuni degli aumenti recenti su energia e materie prime hanno a che fare con dinamiche diverse ed infatti si sono avviati prima che la guerra scoppiasse.

Più della metà delle imprese (51 per cento) ha affermato che l'aumento del costo dell'energia è la misura che impatterà maggiormente, o sta già impattando, sulla propria attività. A soffrirne di più sono gli imprenditori nei servizi (il 76 per cento) e nella ristorazione (il 61 per cento). Significativo anche il rincaro delle materie prime, segnalato dal 26 per cento degli imprenditori. Altre voci sono la difficoltà nel rifornimento dei prodotti (11 per cento) e il calo del turismo (10 per cento). Marginale la difficoltà nel reperire manodopera, segnalata dal 2 per cento degli intervistati.

Il 20%: "Temo chiusura attività"

Le bollette energetiche sono più che raddoppiate per il 16 per cento degli imprenditori, mentre per più della metà di loro l'incremento è rimasto contenuto sotto il +50 per cento. Per sopperire al caro energia, ben il 69 per cento delle imprese si è indebitato, mentre un imprenditore su dieci mette in conto di ridurre i collaboratori (tre su quattro hanno fino a cinque dipendenti) e uno su cinque teme di dover chiudere l'attività. Ma quali ripercussioni dirette ha sull’impresa l’aumento dei prezzi dell’energia? Soprattutto maggiore indebitamento (per il 69%). L’11% mette nel conto una riduzione del numero di collaboratori e il 20% reputa a rischio chiusura la propria attività.

Energia nucleare

Gli imprenditori (98 su 100) segnalano anche rincari delle materie prime, fino al 50 per cento per quasi otto imprenditori su dieci. Diventa prioritario l'abbattimento dei costi energetici: lo indica il 47% delle imprese. Per ridurre questo impatto si chiedono indennizzi europei, moratorie fiscali, finanziamenti agevolati. E, nel medio-lungo termine, più energie rinnovabili e (quasi un imprenditore su due) il nucleare. La categoria più sensibile (59%) è la ristorazione. Il 27% chiede nuovi sostegni/indennizzi raccordati con l’Europa. Poi moratorie fiscali e creditizie (14%) e finanziamenti agevolati per investimenti (12%).

Abbattimento strutturale

"E' allarme indebitamento per le imprese del terziario che si confrontano quotidianamente con aumenti importanti del costo dell’energia", afferma Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza: "Vi sono lievi segnali di ripresa soprattutto nel settore del turismo, ma non ancora sufficienti per parlare di piena ripartenza. E' importante intervenire con un abbattimento strutturale dei costi dell’energia, ancora con ristori immediati nei confronti delle imprese in raccordo con l’Europa, e proseguire nelle moratorie fiscali e creditizie".

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