Economia

Crisi in Ucraina: sale il prezzo dei cereali in Italia

L'allarme di Coldiretti: i venti di guerra nel "granaio d'Europa" fanno salire i prezzi anche alla "Borsa dei cereali" di Milano

La crisi tra Ucraina e Russia ha già provocato alcune ripercussioni economiche. Le borse (soprattutto quella di Mosca) sono scese molto, anche se poi hanno recuperato qualcosa. C'è stato allarme sull'approvvigionamento di gas in Europa occidentale, anche se le riserve garantiscono parecchi mesi di gas nell'ipotesi (improbabile) che Mosca chiuda i rubinetti. Gli Stati Uniti, ricchissimi di gas che però non esportano, stanno pensando seriamente di iniziare a venderlo all'Europa.

Ma ad aumentare di prezzo sono in questo momento soprattutto i cereali. Lo spiega Coldiretti, ricordando che l'Ucraina è "il granaio dell'Europa", uno dei maggiori produttori a livello mondiale, dove nel 2013 si sono raccolte circa 63 milioni di tonnellate di cereali, di cui più di 22 milioni di tonnellate di grano e oltre 30 milioni di tonnellate di mais.

Negli ultimi sette giorni, alla borsa dei cereali di Milano, il frumento tenero nazionale è passato da 216 a 218 euro a tonnellata, quello estero da 220 a 224 euro. Il frumento duro è passato da 313 a 318 euro a tonnellata e cresce anche il mais: quello nazionale di 1 euro, quello comunitario di 2 euro e quello non comunitario di 4 euro.

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