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Il fenomeno

Un milanese su tre usa il delivery. L'esplosione in pandemia, ma cresceva anche prima

L'indagine

Un milanese su tre utilizza i servizi di delivery, soprattutto per la ristorazione (62 per cento) ma anche per il grocery (36 per cento) e per il retail (20 per cento). Sono alcuni dei dati emersi dall'indagine realizzata tra maggio e giugno 2022 da Confcommercio Milano, Lodi e Monza-Brianza, illustrati mercoledì mattina durante l'inaugurazione della nuova sede milanese di Glovo.

Il delivery di cibo è in espansione in Italia: nel 2021 ha generato più di un miliardo e 400 milioni di euro per il business della ristorazione e, nel 2022, potrebbe superare i due miliardi e 200 milioni di euro. L'accelerazione è stata vistosa durante la pandemia covid ma, stando ai dati, non sembra un fenomeno temporaneo. Negli ultimi anni, infatti, il settore è cresciuto costantemente, di circa il 55 per cento all'anno. Nel 2019 il giro d'affari era di 592 milioni di euro.

Il delivery è visto come una nuova opportunità per il commercio di prossimità: gli esercenti hanno potuto intercettare una nuova clientela e digitalizzare la propria offerta, mentre gli utenti chiedevano acquisti digitali. Già prima della pandemia, gli esercenti del territorio conoscevano il delivery e il 42 per cento lo usava nel 2019, mentre un altro 42 per cento ha dichiarato di avere iniziato nel 2020 e il 12 per cento nel 2021. 

"La città di Milano dimostra che, soprattutto dopo due anni e mezzo di pandemia e le difficoltà dettate dalla crisi delle materie prime e dal conflitto, sul delivery ha una marcia in più. Lo dimostrano i dati: molte attività commerciali, non solo della ristorazione, stanno ormai scoprendo queste piattaforme che permettono di ottenere un risultato economico importante. Cioè andare ad abbracciare una fetta di mercato che sino a ieri non comprendeva il classico negozio fisico", ha dichiarato il segretario generale di Confcommercio Milano Marco Barbieri.

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