Martedì, 15 Giugno 2021
Economia

Lombardia, è crisi dei maiali. In cinque anni -21% negli allevamenti della regione

La provincia più colpita dalla crisi è Cremona, che da seconda passa a terza in Lombardia. A Milano persi un migliaio di esemplari in cinque anni

Un allevamento di suini

L'hanno chiamata "crisi delle scrofe". L'allarme è di Coldiretti e riguarda la diminuzione di esemplari in tutta la Lombardia, che fornisce la metà di tutte le cosce per i grandi prosciutti Dop d'Italia. La riduzione, negli ultimi cinque anni, è di oltre il 21%, che significa più di 65 mila scrofe in meno (ovvero, un milione e mezzo di cuccioli di suino in meno).

La provincia più colpita per quantità è Cremona, che ha perso 28 mila e 500 scrofe, cioè il 39,7% in meno dal 2010 al 2015. Cremona ha perso il secondo posto regionale, a favore di Mantova (anche lei in diminuzione: -11 mila scrofe, -19,1%), mentre resta prima la provincia di Brescia (-16.800 scrofe, -17,1%). L'unica provincia lombarda che vede crescere il numero di esemplari è Pavia, con un +5,7%. Le province con le diminuzioni più sensibili sono Monza-Brianza, Como e Lecco, tutte con un calo di oltre il 50%.

Nella provincia di Milano gli esemplari di scrofe in cinque anni passano da più di 6 mila a poco più di 5.100, con un calo del 14,7%.

Secondo Coldiretti, due sono le principali ragioni della "crisi delle scrofe". La prima: la mancanza di una etichetta di origine chiara per i prodotti non Dop, che favorisce le importanzioni di carni dall'estero. La seconda: il crollo della quotazione dei salumi made in Italy. Sulla piazza di Modena, il prezzo medio dei suini grassi è diminuito (dal 2014 al 2015) di quasi l'8%: da 1,46 euro al chilo a 1,35 euro al chilo.

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