Il negozio più antico di Milano è sotto sfratto: deve lasciare il posto a un grande marchio

Tempo scaduto per "Ditta Guenzati", il negozio più antico di Milano. Generali non cede

Il negozio

Duecentocinquanta anni di storia cancellati in un amen. Oltre due secoli di vita sfrattati e messi nel dimenticatoio. 

Sembra essere davvero finita la lunga carriera di "Ditta Guenzati", il negozio più antico di Milano che da 249 anni vende tessuti nello storico locale di via Mercanti 21. La proprietà del palazzo di Cordusio, Assicurazione Generali, sembra aver ormai deciso che il futuro di quelle vetrine sarà diverso e che lì per la bottega storica meneghina non c'è più posto. 

Al fianco di Gigi, il proprietario del negozio, sono scese in campo diverse associazioni di settore, su tutte "Amici delle botteghe storiche di Milano", che ha già iniziato una raccolta firme su Change.org per chiedere al sindaco Beppe Sala e al ministro Dario Franceschini di intervenire. 

"Gravissimo - si legge nella lettera - sarebbe il danno per i suoi dipendenti e le loro famiglie. E tutto ciò per dare spazio alla realizzazione dell'ennesimo distretto commerciale di negozi di lusso o di brand blasonati in nome di una modernità che non sempre è sinonimo di qualità, né tanto meno depositaria di tradizione, e di cui Milano è oramai letteralmente invasa ad appannaggio di un restyling cittadino che, al di là dell'abbellimento strutturale che porterebbe alla città, nel contempo comporterebbe anche l'inevitabile cancellazione di questo inestimabile pezzo di storia, che, paradossalmente, gli stranieri invece tanto apprezzano e molto ci invidiano".

Quella di "Ditta Guenzati" è la storia di un negozio che è sopravvissuto a due guerre mondiali, alla dominazione napoleonica e al Regno Lombardo Veneto e di una bottega che da 249 anni regala stile e classe ai milanesi. Il negozio, nel corso dei secoli, ha saputo adattarsi ai cambi di proprietà e dei gusti dei clienti, senza mai rinunciare a quei prodotti anglosassoni che ne hanno scritto la storia a partire dal 1768, giorno in cui Giuseppe Guenzati fondò la ditta, dandole il proprio nome. 

Dopo di lui erano arrivati Giovanni Battista Tomegno e Luigi Meda - due fidati dipendenti ai quali la famiglia Guenzati aveva ceduto il locale - e dopo ancora, nel 1968, Angelo Moretti e Vittorio Ragno, che a sua volta aveva "venduto" a suo figlio Luigi, attuale proprietario. 

Proprio Luigi - nel mese di luglio, quando lo sfratto sembrava già imminente - aveva spiegato a MilanoToday che Generali avrebbe voluto lasciare quel posto a un grande brand internazionale e che Guenzati era in realtà un "patrimonio cittadino". Da allora, lo sfratto è stato rinviato e la bottega è entrata ancora di più nell'anima dei milanesi, che nel 2016 l'hanno eletta come "luogo del cuore" per eccellenza della città

Adesso, però, il tempo sembra essere davvero scaduto. L'ultimo incontro, avvenuto prima di Natale, tra i Ragno e Generali non ha dato esisto positivo. E le ultime speranze, poche, sono appese a una raccolta firme. Altrimenti, tra tre mesi - subito dopo aver festeggiato i 250 anni di attività - "Ditta Guenzati" dovrà chiudere e traslocare. 
 

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