Economia

Edilizia: 20mila abitazioni in più ma troppe restano vuote

E' stato appena approvato il piano per l'ampliamento delle abitazioni in edilizia convenzionata che dovrebbe portare in 15 anni a circa 20mila case in più. La richiesta dell'Aler era della metà e mentre diminuiscono gli spazi edificabili troppe abitazioni restano vuote

E' stato presentato pochi giorni fa il progetto dell’assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli relativo all’ampliamento del numero delle abitazioni in edilizia convenzionata, che da qui a 15 anni dovrebbe salire di circa ventimila unità.

La proposta si avvale di diversi strumenti: innanzitutto saranno creati appartamenti che potranno essere venduti a prezzi inferiori ai duemila euro al metro quadrato oppure affittati alla metà del prezzo di mercato attuale; sarà possibile, in certi casi, riscattare la propria casa convertendo le rate dell’affitto in rate di acquisto e diventarne i legittimi proprietari versando l’intero valore commerciale dell’immobile.

Un ultimo strumento è quello delle cosiddette case container, appartamenti prefabbricati, semplici da installare, economici e soprattutto dotati di una grande flessibilità: montati in aree temporaneamente non utilizzate come ex-stazioni ferroviarie o caserme, il loro numero può facilmente aumentare o diminuire in base alle necessità.

A dare una prima risposta sulla domanda se ci sia realmente bisogno di nuove abitazioni è  il sito del Comune di Milano, sul quale si legge che, circa due anni fa, uno studio condotto insieme all’Aler (Azienda Lombarda Edilizia Residenziale), stimava il fabbisogno abitativo della città intorno ai 12000 nuovi alloggi e il piano proposto consisteva nella creazione di 10500 nuove abitazioni poiché in media, ogni anno 1200 appartamenti erano lasciati liberi. Il piano attuale dunque raddoppia il numero di nuove costruzioni.

Il consigliere del PD Aldo Ugliano sostiene che “il problema degli alloggi di edilizia convenzionata è molto complicato e presenta varie sfaccettature, quindi è impossibile semplificare il tutto e dare un'unica risposta a favore o contro il provvedimento. E’ certo che l’aumento dell’offerta inciderà positivamente sul mercato degli affitti facendo scendere i prezzi ma è anche vero che gli spazi edificabili sono sempre meno e proprio per questo l’argomento è molto complicato”.

Alla domanda relativa al numero di abitazioni di proprietà del Comune che rimangono sfitte il Consigliere afferma che: “è difficile stabilire quante siano le case inutilizzate, anche perché nel numero vengono conteggiate anche quelle occupate abusivamente; le segnalazioni che ho ricevuto nella mia zona parlano di numeri elevati e presumo che la media sia altrettanto alta nelle varie zone della città”.

La questione delle case inutilizzate, secondo Ugliano: “nasce quando sono scaduti i contratti di global services che il comune aveva stipulato nel 2003 con tre aziende private incaricate della gestione di parte del patrimonio edilizio della città; da allora l’amministrazione ha mantenuto solo alcune incombenze burocratiche passando all’Aler alcuni compiti – come l’assegnazione degli alloggi- che hanno impedito il veloce ricambio degli affittuari e lasciato così un sacco di abitazioni vuote in attesa di nuovi inquilini”.
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