Sede Ema, così Amsterdam ha "imbrogliato": ecco il documento segreto, Milano fa ricorso

Nel documento di Amsterdam manca la sede provvisoria scelta dopo l'assegnazione

Nel documento ufficiale presentato per la gara d'appalto di quella sede non c'era nessuna traccia. Il sindaco di Milano, Beppe Sala, lo aveva lasciato intendere quando aveva spiegato - a inizio febbraio - di avere "il sospetto che la sede transitoria che attualmente propongono non fosse presente nel dossier". E adesso, dopo l'accesso ad atti fino ad ora segreti, ne ha avuto la conferma. 

Milano non ha intenzione di interrompere la "guerra" contro l'Olanda per la sede Ema, l'agenzia europea del farmaco che dal 2019 dovrebbe trasferirsi ad Amsterdam, che a novembre scorso ha vinto alla monetina la sfida con la città meneghina

Ecco il documento segreto che "inguaia" Amsterdam

La convinzione di palazzo Marino, che ha presentato ricorso ufficiale alla corte dei Conti europea, è che Amsterdam abbia barato, o quanto meno cambiato le carte in tavola. E a dimostrarlo è il dossier olandese per la partecipazione al bando: nei documenti - resi noti proprio da Sala - vengono indicate come sedi temporanee "Tripolis-Burgerweeshuispad 200" e "Infinity Business Center-Amstelveenseweg 500". Peccato, però, che subito dopo la vittoria, le due strutture siano scomparse da ogni atto a favore dello "Spark Building", un terzo edificio proposto in attesa che la sede definitiva - il "Vivaldi building" - sia pronta. 

Come se non bastasse - e il ricorso del comune punta proprio su questo - ci sarebbe un aumento dei costi di affitto del 34% rispetto alla proposta iniziale, che potrebbe seriamente portare l'Unione europea ad annullare l'assegnazione all'Olanda. Anche perché - e non è un dettaglio da poco - i lavori sullo "Spark Building" sono in ritardo e la struttura rischia di non essere pronta per gennaio 2019, quando Ema dovrà traslocare dalla sua sede di Londra. 

Il paragone impietoso tra Amsterdam e Milano

cantiere ema olanda milano-2

"Il governo olandese è stato costretto a rendere pubblici gli atti che aveva secretato - ha spiegato Beppe Sala, che è sceso in campo direttamente in questa 'battaglia' -. Da questo abbiamo capito che i nostri sospetti erano fondati. La nuova sede che propongono - ha sottolineato - è diversa e non ha nemmeno le dimensioni sufficienti. Pensate se avessimo fatto una cosa del genere noi italiani...". 

"A questo punto - ha concluso - aggiungo un ricorso alla Corte dei Conti europea, perché si configura un danno per i cittadini europei e per le nostre tasche". Così, dopo i due ricorsi presentati dal comune e dal governo all'Europa, le proteste formali diventano tre. E non è escluso che i nuovi documenti spostino l'ago della bilancia verso la Madonnina. 

E sul punto, mercoledì 21 febbraio, è intervenuto anche il premier Paolo Gentiloni, in visita a Milano per inaugurare un nuovo centro di ricerca. "La città, la Regione e il governo stanno lavorando per verificare che il processo sia stato fatto con correttezza e trasparenza, perché se così non fosse non sarebbe un torto solo a Milano ma un torto all’Italia e all’Europa", ha affermato il presidente del consiglio elogiando il "gioco di squadra" già visto per portare a Milano l'Expo 2015 e riprodotto per la candidatura dell'Agenzia del Farmaco.

"Con lo stesso spirito e capacità di fare squadra", ha concluso Gentiloni, "l'Italia si farà sentire in Europa per capire come è veramente maturata l'assegnazione ad Amsterdam dell'Agenzia".

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