Economia

Sede Ema, Milano non molla e sfida (di nuovo) Amsterdam: ecco la mossa del sindaco Sala

Il primo cittadino si affida ai legali ed è pronto a sfoderare due carte a sorpresa. I dettagli

Milano ci crede ancora. E il suo sindaco pure. Beppe Sala scende in campo di persona nella lotta per portare - o almeno provarci - l'agenzia del farmaco da Londra a Milano, nonostante la sconfitta contro Amsterdam alla monetina.

Venerdì mattina, infatti, il primo cittadino ha annunciato che "su Ema non molliamo", spiegando di aver "chiesto ai nostri legali di preparare due atti". Le due "sorprese" che ha in serbo il sindaco potrebbero essere quelle in grado di spostare gli equilibri nella contesa che è nata dopo i presunti ritardi della città olandese e che ha riacceso le speranze di Milano

A chiarire quali sono i due atti è lo stesso Sala. "Il primo - chiarisce l'inquilino di palazzo Marino - una domanda di accesso agli atti, indirizzato alla Commissione Europea, per verificare tutti i documenti relativi al dossier di Amsterdam. Ho il sospetto che la sede transitoria che attualmente propongono non fosse presente nel dossier. Il secondo - conclude - è la richiesta al Parlamento Europeo di essere sentito in audizione, per poter sostenere le nostre ragioni". 

Il paragone impietoso tra Amsterdam e Milano

cantiere ema olanda milano-2

Tutte le speranze di Milano di vincere la "guerra" con Amsterdam ruotano proprio attorno alla "sede transitoria" olandese. Nel dossier che aveva poi portato alle votazioni di novembre scorso, la città meneghina aveva infatti offerto il Pirellone, attualmente sede del consiglio regionale: un edificio prestigioso, molto ben collegato a treni e aeroporti e già disponibile. Amsterdam, al contrario, aveva proposto la costruzione, da zero, di una nuova sede "su misura" nel distretto di Zuidas e locali temporanei a Sloterdijk, comunque da approntare. Il ritardo nella costruzione del nuovo edificio e la presunta inadeguatezza della sede provvisoria sono gli elementi alla base dei due

ricorsi avanzati dal governo e dal comune per chiedere all'Europa di ripensare l'assegnazione.

Mercoledì, però, il Cda di Ema - che dovrà lasciare definitivamente Londra entro marzo 2019 - aveva lasciato intendere di fidarsi ancora di Amsterdam. "La soluzione provvisoria - si leggeva in una nota ufficiale - garantisce la continuità operativa di Ema ad Amsterdam per il tempo limitato fino al completamento del suo nuovo edificio permanente il 15 novembre 2019". 

Adesso, però, la mossa di Sala potrebbe cambiare le carte in tavola.

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